Umiliano Goro ma si dimenticano di Capalbio

Per concludere il mese di ottobre non poteva mancare l’ipocrisia all’Italiana o, per meglio dire, il piatto preferito del nostro governo.
migranti-gorino-goro-744x445I fatti sono più o meno questi: Goro, un paese in provincia di Ferrara, si vede da un giorno all’altro sequestrato l’unico luogo di intrattenimento presente nella piccola cittadina.
Ragione? Bisogna trasformarla in un centro di accoglienza, siete sorpresi? Noi per niente.
Ai cittadini di Goro non sta bene, è una legittima difesa e protesta la loro, l’ennesima nei confronti di un governo che i diritti dei propri cittadini preferisce non vederli.
I poveri malcapitati si sono visti recapitare messaggi di insulti da ogni parte di Italia, anzi, specifichiamo: da quella parte di Italia radical chic.
Insomma, la solita storia: i cittadini italiani protestano per i loro diritti e vengono subito presi per razzisti, xenofobi ed esterofobici, niente di nuovo.
Il ministro degli interni Angelino Alfano non ha aspettato un momento per pulirsi dalle accuse, il suo bel viso cosmopolita ed altruista deve restare illibato, tant’è che il suo primo commento è stato:”Non è l’Italia quella rappresentata da loro”, stessa cosa il prefetto Morcone:“Trasferitevi in Ungheria.”
Insomma, un bel piatto servito freddo quello per i cittadini di Goro che, insultati dagli ambienti più radical chic, devono subirsi anche la beffa.
Ad un evento di tale insulto ed imbarazzo agli Italiani è doveroso fare riferimento anche ad uno specifico ambiente della radical chic da cui sono provenuti la maggior parte degli insulti ma, ancor meglio, raccontare le vicende di quella Capalbio, una località turistica molto ambita della Maremma, probabilmente alcuni di voi lo sapranno per sentito dire, fatto sta che, chissà per quale oscuro mistero, ciò che è successo nella ricca e splendida Capalbio non è stato pubblicizzato come quello che sta succedendo oggi a Goro.
Partiamo dal principio: erano 50 i migranti che dovevano arrivare a Capalbio, dovevano essere ospitati in ville che, a detta del sindaco, erano “di gran lusso”, cosa succede?
Il classico piatto dell’ipocrisia all’Italiana: il sindaco dice no, dice che l’accoglienza e l’altruismo vengono prima di tutto ma non a Capalbio.
Insomma, detta in soldoni: accogliete purché non siamo noi quelli a farlo e se non lo fate siete delle persone prive di altruismo, dopotutto è come se ci dicesse: “guardatemi, dico alle altre città di ospitare, sono un altruista io, mica come quelli che non ospitano e sono contro l’immigrazione incontrollata!”
Eppure i cittadini di Capalbio non si sono sentiti dire da nessun prefetto l’imbarazzante invito di trasferirsi in Ungheria, loro non sono stati presi per razzisti, xenofobi ed esterofoboci.
Le considerazioni finali restano le stesse, da una parte c’è chi fa e dall’altra chi subisce.

Vanessa Combattelli

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