Halloween: il delirio dei bigotti

Ogni anno, come di consuetudine, si assiste a scene di ordinaria follia: il bigottismo vecchio stampo cerca subito di associare la festa di Halloween all’esaltazione del diavolo.
Si può dire da subito che la festa di Halloween non c’entra nulla con la nostra cultura, ma in qualche maniera vi è una simile visione religiosa, ma non vi è alcuna celebrazione o esaltazione di Satana.
La festa di Halloween nasce tra i popoli celti, ed il nome Halloween è la contrazione dell’apposizione “All Hallows Eve Day”, ovvero “vigilia di Ognissanti”. Proprio per questo, infatti, si celebra il 31 ottobre, poiché è il giorno prima della celebrazione religiosa che ricorda tutti quegli individui che, per meriti di buon cuore, vengono ricordati dalle varie fedi cristiane.
È innegabile, poi, dire che la religione cristiano-cattolica affonda le sue fondamenta nel paganesimo romano: basti pensare alle croci e, soprattutto, ai festeggiamenti dei compleanni, poiché soffiare sul fuoco (la candelina) era un rituale romano.
Così come noi avevamo il nostro tipo di paganesimo, i popoli nordici avevano il loro, e nel loro era contemplato il festeggiamento del giorno di Halloween, visto che i santi ed i morti sono da sempre ricordati in ogni tipo di religione.
In parole povere, è come attribuire una figura demoniaca ad una festa come Carnevale. La festa di Carnevale, però, è una celebrazione nostrana, in quanto all’estero è meglio conosciuta come “Mardi Gras”, martedì grasso, in quanto rappresenta il giorno dell’abbuffata prima dell’inizio del periodo del digiuno. Il giorno dopo infatti è conosciuto come “Mercoledì delle Ceneri”, che nella liturgia cristiana rappresenta il digiuno iniziato da Gesù di Nazareth nel deserto, ovvero l’inizio della Quaresima, con il significato allegorico del “fioretto”, ovvero del sacrificio e della resistenza alle tentazioni del male. Difatti, durante i venerdì di Quaresima, la nostra tradizione prevede il divieto di mangiare carne, fino al venerdì precedente la Pasqua.
Meglio non inventare fandonie su tradizioni a noi aliene, poiché sarebbe meglio realizzare qualcosa di serio, invece di criticare ciò che fanno gli altri. E, in tempi come quelli odierni, si va avanti solo a inutili dicerie.

Manuel Di Pasquale

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