Il Bataclan riapre le sue porte – Riflessione di Vanessa Combattelli

Sarà quella del 12 Novembre 2016 una data da ricordare: il Bataclan, teatro-simbolo della strage nella capitale francese del 13 novembre 2015, torna a vivere.
Lo ricordiamo bene quel 13 novembre, durante il concerto degli Eagles of Death Metal vennero trucidate 90 persone, ragazzi e ragazze senza colpa se non quella di essere semplici figli di una città vivace e frizzante, era un venerdì come ogni altro eppure, dopo quella notte, grave fu l’atto contro l’uomo occidentale, imperdonabile la violenza e sconvolgente la conclusione.
Chi ha subito non dimentica, lo viviamo a pelle perché i brividi sono la prima cosa che ci torna a far visita, la voce dei primi soccorritori drammatica e tragica, un attentato di cui si erano sporcati senza vergogna né pietà i militanti dell’Isis.

Bataclan presenta la nuova facciata dopo gli attacchi terroristici dello scorso annoBataclan, la nuova scritta sulla facciata dopo l'attacco terroristico durante il quale morirono 130 persone a novembre del 2015. La sala da concerto Bataclan riaprira' il prossimo 16 nobembreA picture taken in Paris shows new lettering on the facade of the Bataclan concert hall, one of the targets of the November 13, 2015 terrorist attacks during which 130 people were killed and another 413 were wounded. The Bataclan concert hall will re-open on November 16 with a concert by British musician Peter Doherty. Photo by Alain Apaydin/ABACAPRESS.COM569094Bataclan Concert Hall Unveils New Facade Oe Year After Attacks - ParisLaPresse -- Only Italy
Bataclan presenta la nuova facciata dopo gli attacchi terroristici dello scorso annoBataclan, la nuova scritta sulla facciata dopo l’attacco terroristico durante il quale morirono 130 persone a novembre del 2015.

Uomini senza umanità di cui conosciamo un po’ i volti e un po’ le storie, quella notte hanno impugnato i loro kalashnikov agendo come robot a molla, spietati nei loro occhi privi di anima.
La loro scusante è sempre la stessa: Allah Akbar, come se la religione potesse giustificare un simile atto, come se bastasse invocare il nome di Dio per ricevere perdono.
Ricordiamo anche bene la Parigi nei mesi successivi all’attentato, una città silenziosa e rispettosa del proprio dolore, un dardo inciso nel cuore ferito per commemorare tutte le 130 vittime, uomini e donne con nomi e storie, con famiglie e sogni, morti per un “stasera esco”, morti nella quotidianità come mai dovrebbe succedere; ed è una ferita che nessuno potrà mai curare, i loro volti resteranno scolpiti nella mente di chi, come loro, dentro questa storia si è sentito violato, i loro nomi sono i nomi dei cittadini occidentali, noi non dimenticheremo.
Ad ogni modo fu ammirevole la reazione da parte dei parigini, furono forti e si rialzarono da quei colpi, riportarono la loro Parigi a vivere, seppur con la dovuta lentezza, ed è oggi questa la Parigi che ci piace tornare ad ammirare, la notizia che il Bataclan si rialza fa respirare di buono anche noi, lontani ma vicini spettatori, figli della stessa società.
E’ anche Sting, l’artista britannico che inaugurerà la riapertura del teatro, a pensarla allo stesso modo: «abbiamo due compiti importanti da tenere insieme. In primo luogo ricordare e onorare coloro che hanno perso la vita durante l’attacco di un anno fa, e in secondo luogo celebrare la vita e la musica che questo storico teatro rappresenta».
Il 12 novembre riapriranno le porte del Bataclan ma, simbolicamente, da parte nostra si innalza anche una forte catena che unisce i figli della libertà contro coloro che vorrebbero portarcela via.

 

Vanessa Combattelli

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