Pescara dice NO al Referendum con una Castagnata

“Una Castagnata per il NO al Referendum Costituzionale”, è un’iniziativa promossa da #Pescaraprima, Forza Italia, Pescara in Testa e Provincia Prima, si svolgerà domani, domenica 13 novembre, a partire dalle ore 17, presso la sede del Comitato per il NO al Referendum Costituzionale, in via Fabrizi-angolo via Galilei, a Pescara.
“L’iniziativa – ha spiegato il Capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri – vuole essere un’occasione per coinvolgere i cittadini in un’iniziativa referendaria che sarà deleteria per il sistema democratico del paese stesso. Vogliamo ricordare loro che quello del 4 dicembre è un referendum senza quorum, dunque non andare a votare non aiuta, anzi consente a una riforma vergognosa di passare. La sfida si vince battendo l’assenteismo e con questa battaglia vogliamo rilanciare il centro-destra ricordando che il voto del 4 dicembre è contro Renzi, contro il Pd, D’Alfonso e Alessandrini”. “Il Pd che vuole far passare questa riforma, è lo stesso Pd che ha reso Pescara la vergogna d’Italia. È evidente – ha aggiunto il capogruppo Fi Antonelli – che la caduta di Renzi indebolirà il Pd che ha ripristinato ovunque il ‘partito delle clientele’”. “Il centro-destra – ha detto il Capogruppo di Pescara in Testa Guerino Testa – deve tornare a essere forza di governo, la città di Pescara dev’essere liberata da una giunta approssimativa, superficiale, con a capo una persona che fa il sindaco senza nemmeno volerlo”. “Occorre votare no per due ragioni, una di natura politica, una tecnica – ha spiegato l’onorevole Di Stefano -. Noi non siamo contro la riforma, l’avevamo proposta nel 2006 e con un analogo referendum ci è stata bocciata. Noi chiedevamo la riduzione dei Parlamentari di Camera e Senato del 20 per cento, l’elezione diretta del Presidente della Repubblica e una Repubblica equilibrata. Renzi propone invece un Parlamento con due Camere e non taglia i costi del Senato, ma taglia la possibilità degli italiani di eleggere i Senatori che, se passasse la riforma-Renzi, verranno eletti dai Consigli regionali, ovvero saranno le segreterie di partito a decidere chi ci va e chi no.
no-referendumI Senatori non percepiranno le indennità del Parlamento, ma comunque se saranno sindaci saranno comunque retribuiti dall’Ente di provenienza, dunque si taglia solo la possibilità e il potere dei cittadini di scegliersi i propri rappresentanti al Governo. Poi, con la Riforma-Renzi il Presidente non sarà eletto dal popolo, ma paradossalmente avrà più potere e governerà anche solo con il 25 per cento dei voti. Poi, i membri della Corte costituzionale verranno eletti per tre quinti dalla maggioranza dei Parlamentari, o meglio 3 su 5 saranno eletti dalla Camera e uno dal Senato; il Csm vedrà la parte politica eletta dal Parlamento con la maggioranza più uno. Quindi chi vincerà governerà con un potere cento volte più forte e un Parlamento cento volte più debole. Poi c’è l’aspetto politico: politicamente in questa battaglia ritroviamo il centro-destra in tutte le sue sfaccettature dalla stessa parte per lo stesso obiettivo. Quando abbiamo lottato insieme abbiamo sempre vinto e questa è la nostra sfida politica contro Renzi, contro D’Alfonso e contro Alessandrini e contro tutte le amministrazioni di sinistra che stanno affossando la Regione. Il 4 dicembre siamo chiamati a dimostrare senso di responsabilità”.
“Domani – ha aggiunto Sospiri – offriremo a tutti i presenti nella nostra sede castagne e vino novello, per un brindisi contro il Referendum e per illustrare tutti gli aspetti della riforma”.

 

Vanessa Combattelli

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