Grazie di tutto, Principe

Grazie di tutto, Principe.
Solo chi vive una passione sfrenata per il calcio e per la squadra del cuore può capire.
Diego Alberto Milito, soprannominato “El Principe” per la sua somiglianza al goleador Enzo Francescoli, ha definitivamente appeso le scarpette al chiodo, al termine di una partita commemorativa organizzata dalla sua ultima squadra, il Racing Avellaneda, quella che lo aveva lanciato da giovane, nonostante avesse già fatto capire le sue intenzioni qualche mese fa. Alla celebrazione erano presenti diverse personalità della sua ex squadra di Milano, ovvero l’Inter, tra cui Toldo, Cordoba e Samuel, tre grandi bandiere nerazzurre anche loro.
37 anni, una carriera costellata da tanti successi, tra cui la doppietta storica nella notte di Madrid del 22 maggio 2010: Bayern Monaco – Inter 0-2, i nerazzurri tornano sul tetto d’Europa, dopo 45 anni, vincendo la finale di Champions League. Ed è lì che il principe divenne re, dimostrando che a 30 anni si può ancora fare la differenza sul campo da gioco.
Numeri stellari per un giocatore straordinario. Quella vecchia Inter non c’è più, ma chi ama questo sport ha gioito con le lacrime agli occhi vedendo un fuoriclasse prendersi lo spazio che gli spetta. Amara delusione per la sua esclusione dalla lista dei candidati al Pallone d’Oro di quell’anno, nel 2010, ma è una scelta che si può recriminare a chi inserì nomi assurdi al posto del bomber del momento. Giocatore leale dentro e fuori dal campo, mai uno scandalo sul suo nome, ma tanta, tantissima gloria per questo fantastico dominatore d’area.
In bocca al lupo per il futuro, Diego.

Manuel Di Pasquale

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