Cinema Massimo stracolmo per dire NO al Referendum – Riflessione di Vanessa Combattelli

Quando si dice partecipazione attiva, di solito si pensa ad un pubblico composto da gente che ascolta con attenzione senza staccare gli occhi dal palco, questa breve spiegazione rende e si traduce in ciò che è stato il convegno organizzato da “Provincia Prima” e da “Pescara In Testa”; a tal punto assistito che non c’era più spazio per entrare: i posti erano tutti occupati.
E’ stato forse uno degli eventi più riusciti a Pescara in questa stagione, tra applausi e brillanti interventi si è potuto fare chiarezza su una riforma che lascia tutti piuttosto confusi vista la sua esposizione volutamente incomprensibile.
Ma la presenza speciale è stata rappresentata dal professore Annibale Marini, emerito presidente della Corte Costituzionale, classe 1940 e tantissima ironia e sagacia a portata di mano.
15037085_10209214866502814_5582425042127160141_nInfatti il professor Marini è riuscito nel difficile compito che è quello di mantenere tanta gente attenta, lui ce l’ha fatta, con i suoi 76 anni è riuscito a coinvolgere chiunque, da me, una diciottenne, alla persona più anziana del pubblico.
Ciò è stato anche grazie al suo umorismo che ha divertito e fatto sorridere tutti, dalle sue battute su Renzi alla spiegazione semplice e completa di ciò che c’è dietro la modifica della costituzione.
Non sono mancati gli interventi degli organizzatori dell’evento: a partire da Guerino Testa, consigliere comunale e provinciale, che ha fatto riferimento anche allo stato di degrado della città dannunziana, stessa cosa ha ribadito Lorenzo Sospiri, consigliere regionale e capogruppo in regione di Forza Italia, che ha espresso grande soddisfazione nel vedere la platea composta da gente che, di propria volontà, ha deciso di aderire, senza essere costretta da nessuno né pagata o ingannata, c’era solo gente libera con tanta voglia di ascoltare e di capire.
Anche Paolo Gatti, vice-presidente del Consiglio Regionale, con grande bravura è stato in grado di coinvolgere a 360° la platea, il giusto mix di ironia e competenza che non annoia mai un pubblico affamato.
Durante il convegno mi sono spesso guardata attorno per studiare le persone che mi erano vicine, ho notato gente comune: lavoratori, genitori, nonni, ragazzi universitari e liceali, tutti con lo sguardo puntato sul palco, nessun annoiato o stanco ma, anzi, gente con tantissimo desiderio di sapere, di conoscere, un pubblico di uomini e donne liberi.
Guardandomi attorno ho capito che quella gente è la mia gente, è di loro voglio far parte: del popolo che non si arrende, che avanza nonostante un domani incerto, ma che avanza combattendo, con forza e coraggio, ed è questa la gente che i politici devono rappresentare, anche per questo il 4 dicembre voterò no, dirò no ad una riforma che riduce la partecipazione cittadina, pasticciata e scritta in maniera tale da non essere capita, dirò no anche a Renzi, l’emblema della politica che non mi piace: ipocrita, manipolatoria, incompetente e dannosa.
Renzi ci fece una minaccia:“Se vince il NO me ne vado”, più che un’intimidazione, come diceva giustamente il professor Marini, è una bella promessa che la maggior parte del popolo italiano si auspica, perché alla fine Renzi è come quell’invitato di una festa noioso e borioso che minaccia i presenti di tornarsene a casa convinto che a qualcuno importi davvero.

 

Vanessa Combattelli

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