Milano 2021: Una città libera di…

La buona politica avvolte viene identificata come termine improprio per giustificare quella che è l’arte più onorevole che potrebbe praticare un comune cittadino. Viene così denominato il corso che ho l’onore di frequentare in questi mesi nella zona adiacente al duomo di Milano. Il corso si terrà fino alla fine di Marzo e sarà incentrato appunto sul tema della politica. Il corso ha come obbiettivo quello di costruire e formare i futuri amministratori politici e i futuri governatori delle nostre città. Nella prima giornata di corso “la buona politica” ha avuto l’onore di ospitare politici del calibro di Piero Bassetti, Raffaele Cattaneo e lo scrittore e giornalista Luca Doninelli; il tutto moderato dalla famosa giornalista del corriere della sera Elisabetta Soglio. Il dibattito “Milano 2021: una città libera di… ha visto scontrarsi temi come cultura, politica, università e arte, ovviamente contornato da una serie di domande direttamente dal pubblico. Si è chiacchierato tanto di cosa significa effettivamente fare politica, cos’è la politica vista dall’esterno e qual è il ruolo delle università in tutto questo. Piero Bassetti, noto imprenditore e politico lombardo, definisce la politica quell’attività che tutti compiono tutti i giorni, lavorando, facendo volontariato e andando in università. Per il noto imprenditore la politica è quell’attività che tutti noi, involontariamente, facciamo quotidianamente. La politica può anche avere diversi aspetti, si possono avere diverse visioni di quella che è la politica, ma è chiaro che la realtà del politico ne è una, l’altra faccia è quella del politicante, che come afferma anche l’inglese Churchill, “è quella piccolissima parte del parlamento, che spesso e volentieri non rispecchia mai la vera attività del politico generoso e serio”.

Il saggista Doninelli rincara la dose e si auspica che il futuro di Milano sarà anche pieno di cultura e che il famoso “cesto di frutta” di Caravaggio venga riconosciuto e studiato anche da tutti gli italiani, che preferiscono le opere all’estero e dimenticano che la cultura reale, genuina e vera, è ancora conservata gelosamente nel territorio italiano e milanese.

 

William Grandonico

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