Referendum Costituzionale? No, grazie. Ecco perché voterò NO – Di Vanessa Combattelli

Finalmente siamo alla resa dei conti, domenica toccherà a noi scegliere, saremo a contatto con un foglio e con una matita, sembrerà strano dirlo ma rappresentano il più grande strumento della Democrazia.
Lo ammetto: non è stata una riforma semplice da capire, sembra essere stata scritta così di proposito: rende confusi e lascia pieni di dubbi, poi ascolti uno spot pro-referendum che ti dice “Riduciamo i costi, miglioriamo l’Italia etc” e ti convinci che magari funziona così, vedi quella vecchietta sorridente che vuole commuovere l’audience che ti ripete “Sennò non cambia nulla”, ti si presenta un bambino con i capelli bruni che vede il suo futuro solo con la vittoria del “SI” al Referendum, insomma, tu del vero contenuto della riforma non ci hai capito niente, la pubblicità fa il suo dovere e allora ti dici:”Ma dai, voto sì”, un lavaggio del cervello in piena regola.
referendum_costituzionaleMa io ho preferito non prendere la strada più comoda, certo, mi sarei evitata pomeriggi e serate intere passati a documentarmi sulla riforma e sul diritto costituzionale, avrei potuto condividere gli allegri spot di Renzi sul mio profilo Facebook così da ostentare la mia conoscenza in materia costituzionale offendendo gli altri senza saperne un piffero, però non ho voluto farlo.
Mancano pochi giorni e sono pochi gli indecisi, ormai, chi nel bene e chi nel male, ha preso la sua scelta e sa già cosa andrà a segnare, però questo articolo voglio rivolgerlo a tutti, ma proprio a tutti, con la speranza che lasci davvero riflettere.

  • Durante numerosi dibattiti televisivi, i renziani e i pro-Referendum hanno spesso fatto riferimento alla sanità, lo stesso premier ha tirato in ballo i bambini affetti da diabete infantile (classico metodo loro, non meravigliamoci),  però credo sia necessario rendere chiara una cosa: Non bisogna riformare la Costituzione per garantire a tutti le stesse cure, infatti (e cito l’argomentazione del Comitato del No che mi pare esaustiva) lo stato dispone per l’articolo 117 di una potestà legislativa esclusiva per i livelli essenziali delle prestazioni per i diritti civili e sociali – tra cui la sanità – e per l’articolo 120 di un potere sostitutivo degli organi di regioni ed enti locali nel caso di inosservanza.
    Il primo piano sanitario nel 2003 ha già posto l’obiettivo della parità di prestazioni, è l’attuazione il problema non risolto.
    Un governo che volesse assicurare a tutti uguali tutele per la sanità potrebbe farlo find’ora senza toccare la Costituzione.
  • Il voto del Senato, che dovrebbe rappresentare e difendere i territori, può essere superato dal diverso voto della Camera.
    Così la clausola di supremazia può essere uno strumento di normalizzazione delle comunità locali che non condividono le scelte di governo.
  • Non dimentichiamoci della legge elettorale: infatti l’Italicum apre la via all’uomo solo al comando.
    l’Italicum prevede:  la figura del capo del partito, il voto bloccato sul capilista, le candidature plurime per gli stessi  capilista, i deputati eletti con il premio consentono al leader del partito di controllare in ampia misura la scelta dei parlamentari da eleggere, grazie alla maggioranza blindata dal premio.
    La concentrazione del potere sul leader è indistruttibile, il capo del partito vincente sarebbe sostanzialmente padrone della maggioranza parlamentare e nello stesso tempo capo del governo.
    In questo modo il controllo parlamentare sulloperato del governo si ridurrebbe a mera finzione.
  • Smettiamola di dire che si ridurranno i costi della politica, infatti il risparmio è modesto.
    Il senato, innanzitutto, sopravvive mentre ad essere effettivamente cancellato sarà il diritto dei cittadini di scegliere i senatori.
    Infatti se dividessimo il risparmio per i 50 milioni di elettori arriveremo a neanche un caffè a testa all’anno.
    Se davvero si voleva risparmiare lo si poteva fare riducendo la Camera e il Senato.
    I costi della politica non dipendono dalla Costituzione ma dalle leggi.
  • Velocizzare le leggi? Quando conviene lo si fa senza modificare la Costituzione!
    Infatti facciamoci un breve conto con una veloce documentazione: l’80,3% delle leggi ha avuto una sola lettura in entrambe le camere, solo lo 0,4% di letture ne ha avute 5… non diciamoci bugie: la lentezza c’è solo quando conviene, ma questo è un altro discorso, colpa dei politicanti mica della Costituzione.
  • Dicono che vogliono semplificare, un rapido esempio; l’Articolo 70 e l’articolo 72 vigenti il procedimento legislativo è spiegato in 198 parole, con la legge Renzi-Boschi giusto 870 parole.
    Risultato? Si moltiplicano i procedimenti legislativi facendone venire fuori conflitti tra le due camere.
  • Se il Senato deve rappresentare le autonomie locali, cosa c’entrano i 5 senatori eletti dal Presidente della Repubblica?
    Su un totale di 100 senatori rappresentano il 5%, praticamente un mini partito.
    Inoltre, all’interno del nuovo Senato ci saranno Sindaci e Consiglieri Regionali che otterranno l’immunità parlamentare, questo significa che non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse, non subiranno arresti né intercettazione telefonica senza l’autorizzazione del parlamento, in poche parole permetteremo ai corrotti di ricoprire ruoli importanti senza disturbo.
  • Oggi, per la presentazione di una proposta di legge popolare, bastano 50.000 firme, secondo la riforma Renzi-Boschi ce ne vorrà il triplo: 150.000 firme.

Queste elencate sono solo alcune ragioni che il 4 dicembre mi porteranno a votare NO, di certo una cosa è ovvia: l’Italia non ha bisogno di più leggi ma di leggi migliori.

 

Vanessa Combattelli

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *