La riforma ? Un grosso pasticcio. Di William Grandonico.

Ancora pochissimi giorni e finalmente arriveremo al fatidico giorno. Il 4 Dicembre, il giorno del voto. Saremo chiamati a scegliere tra il Sì e il NO, avremo la possibilità di scegliere se accogliere la nuova riforma costituzionale o rispedirla al mittente. Andremo a esercitare un nostro diritto e un nostro dovere, avremo avanti ai nostri occhi la più alta forma di democrazia, che a mio malgrado, da moltissimo tempo non abbiamo più la facoltà di esercitare (a parte il referendum delle trivelle dove non si è nemmeno raggiunto il quorum).

Caro cittadino, cara cittadina, adesso potrai scegliere, avrai la possibilità di rispedire al mittente questa riforma piena di incomprensioni, una riforma pasticciata, incomprensibile per un normale cittadino, ma a volte, anche per un giurista e costituzionalista come il famoso Gustavo Zagrebelsky, che nel 2004 ricopriva la carica di presidente della corte costituzionale e definisce la riforma come “Un pasticcio incomprensibile”, e se lo dice lui, io ci credo.

Da molto tempo siamo bombardati sia a destra che a sinistra da informazioni a riguardo, chi parla di tagli alla spesa pubblica, chi parla di banche che falliranno, chi parla di taglio dei costi della politica e dei senatori e addirittura chi, come il ministro della salute Beatrice Lorenzin, che promette che se dovesse passare il Sì, tanti bambini con il diabete avranno la possibilità di curarsi. ABERRANTE, cara ministra. In questi giorni sono sceso nel merito di questa riforma e come ho già scritto qualche giorno fa a riguardo del procedimento legislativo a cui andremo incontro, mi risulta che chi ha scritto questa riforma ha voluto volontariamente manomettere la macchina legiferante dello stato. Ti spiego meglio. Nel futuro procedimento legislativo si creerà una sorta di incomprensione tra le due diverse camere che hanno la facoltà di legiferare, ovvero di fare le leggi. Il Senato che rimarrà in piedi, avrà la facoltà di richiedere la revisione del testo di legge alla Camera Dei Deputati e avrà la possibilità di fare emendamenti per apportare modifiche al testo di legge. La Camera avrà la possibilità di accogliere o NON accogliere le modifiche apportate (emendamenti), e quindi, automaticamente, dare la possibilità al Presidente della Repubblica di promulgarla così come era stata scritta in precedenza. Fino ad adesso sembra quasi accettabile, tranne che se la camera sarà governata da un unico partito, come potrebbe accadere con la legge elettorale (Italicum), possono scrivere testi di legge e farli promulgare tranquillamente senza che le opposizioni o la seconda camera possano esprimere opinioni in merito. Cari amici, andremo incontro a un totalitarismo stile Unione Sovietica. Un grandissimo problema sarà quello dello scarso equilibrio a cui si andrà incontro una volta portati i sindaci e i consiglieri regionali in Senato. Visto che i mandati delle varie regioni italiane e comuni non sono gli stessi si rischierebbe un crollo dell’equilibrio tra Senato e Camera molto rischioso per le direttive europee per cui il nuovo Senato sarà chiamato a esprimersi. Cosa voglio intendere. Significa che per quasi il 70% delle leggi per cui oggi in Italia siamo chiamati a discutere sono le direttive europee. Il famoso bicameralismo o ping pong come il premier Renzi è abituato a chiamarlo resterà tale per il 70% delle leggi che il governo italiano andrà a scrivere, ma che sarà infettato da un equilibrio scarso e che creerà non pochi problemi alla macchina legiferante italiana.

Sono giorni che mi chiedo come fa a ricoprire anche un compito importante come quello del Senatore della Repubblica un consigliere regionale che dovrebbe assolvere agli impegni che il proprio consiglio gli pone d’avanti e un sindaco di una città che in questi anni è coperto da un grosso peso di lavoro.

Siamo proprio sicuri che nel nostro paese abbiamo ancora bisogno di fare leggi ?

Siamo certi che il grande codice normativo italiano sia così spoglio ?

Perchè paesi come la Gran Bretagna riescono a governarsi solo con 3000 leggi, la Francia solo con 7000 e la Germania con solo 5.500 leggi ?

Abbiamo ancora bisogno di legiferare dopo le nostre 200.000 LEGGI ?

Credo che in Italia non ci sia il bisogno di scrivere nuove leggi, ma che serva una vera rivoluzione che semplifichi la burocrazia e che apporti tagli al quadro normativo ormai troppo folto. Per questo il 4 Dicembre voterò NO a questo ennesimo pasticcio del governo Renzi.

 

William Grandonico.

 

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *