Nuovo governo, Gentiloni, legge elettorale e vitalizi ancora non maturati: quando si tornerà alle urne?

Dopo aver sentito tutti gli esponenti dei gruppi parlamentari, Sergio Mattarella ha deciso di nominare Paolo Gentiloni come nuovo Presidente del Consiglio. A lui, quindi, l’incarico di formare il nuovo governo. Stando ai vari rumours, sembrerebbe che quello che verrà non sarà il classico governo temporaneo, d’intesa o di scopo, ma un governo disposto a portare a termine il normale corso di questa legislatura, visto che manca più o meno un anno e mezzo alla sua naturale cessazione.

Le opposizioni non ci stanno: vogliono subito nuove elezioni, chiedendo al Presidente della Repubblica di sciogliere le Camere. Ovviamente, si necessita di una nuova legge elettorale, sia per la Camera dei Deputati che per il Senato, quindi al momento è indispensabile un governo che possa garantire continuità alla legislatura, almeno fino all’approvazione della nuova legge. Però, come sappiamo, in Italia le discussioni delle proposte di legge vengono rimandate, ostruite, dimenticate, non perché vi sia quel “ping pong” tanto decantato dai sostenitori del Sì al referendum del 4 dicembre, ma perché va tutto a discrezione della volontà del legislatore: se il Parlamento (e quindi, i parlamentari) ha interesse di approvare in fretta quella legge, tutto viene risolto nel giro di una settimana. Al contrario, se il Parlamento ha altri interessi, quella legge viene rallentata a tutti i costi.

Questa crisi di governo è nata dopo le dimissioni di Matteo Renzi, con conseguente decadenza del suo governo. In queste settimane bisognerà valutare la situazione, poiché non si riesce a trovare un accordo nemmeno tra le minoranze parlamentari, visto che sembrano lontane le posizioni di M5S e centro destra, ma del resto il grido è unanime: elezioni subito.

Comunque, il governo Gentiloni dovrà passare tra le due camere per ottenere la fiducia, altrimenti si aprirebbe una nuova crisi di governo. Il PD detiene lo stesso la maggioranza, quindi dovrebbe essere scontata l’approvazione della fiducia.

Sostanzialmente: sarà questo un semplice governo che farà da garante sulla nuova legge elettorale o deciderà di portare al termine la legislatura nel 2018, seguendo il normale percorso costituzionale?

Da valutare se si troverà subito l’intesa tra maggioranza e opposizione per stilare la nuova legge elettorale, poiché al momento Mattarella non sembra essere intenzionato a sciogliere le due camere.

Quanto tempo ci vorrà per l’approvazione? Dipende, poiché, come detto prima, le leggi, quando sono d’interesse personale dei parlamentari, vengono approvate abbastanza velocemente. Che si possa rischiare un allungamento dei tempi? Probabile, perché a 600 parlamentari mancano pochi mesi per maturare il cosiddetto “vitalizio”, quindi potremmo assistere ad un rallentamento della discussione proprio per questo motivo, ed il rischio è che la discussione venga rallentata da tutte e due le parti, sia dalla maggioranza che dall’opposizione.

Manuel Di Pasquale

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