L’implosione del PD. Noi ammireremo dalla finestra. Di William Grandonico.

Potrebbe sembrare a tutti come un giorno normale quello di oggi 14 dicembre, ma in casa Pd non lo è affatto. Infatti, come possiamo leggere da fonti attendibili e anche da fonti piddine, non sembra tirare ottimo vento all’interno del palazzo del Nazareno. Possiamo benissimo constatare che la minoranza bersaniana, ovvero quella sinistra ancora attaccata a valori che noi tutti conosciamo come quelli espressi dal Segretario Berlinguer, si sta preparando a una importante guerra interna. Questa senza minoranza infatti, è la stessa che ha promesso di votare la fiducia al governo infatti è stato fatto, ma ha anche promesso che dovranno, i renziani, convincerli per ogni norma di legge che dovrà essere varata o comunque portata in discussione dal recente e nuovissimo governo Gentiloni. Infatti, grande caos all’interno della maggioranza di governo dove il neo premier Paolo Gentiloni, con una bellissima furbata, sicuramente frutto dello scaltro segretario Matteo Renzi ha accontentato e azzittito quella minoranza di sinistra che è ancora forte all’interno del Partito Democratico. Infatti, come possiamo ben notare dalla recente e definitiva lista dei ministri, il presidente del Consiglio ha messo all’interno del governo anche la famosa Anna Finocchiaro. In questo modo, si assicura un silenzio della minoranza e ha la strada spianata per le importanti leggi e provvedimenti che ha promesso di portare a termine molto presto. Nello stesso tempo, la sinistra deve ancora fare i conti con l’importantissimo congresso. Un congresso che dovrebbe svolgersi probabilmente agli inizi della primavera nel caso si dovesse andare alle urne nel 2018, ma non ancora è chiara la dinamica in cui avverrà appunto l’elezione del segretario del Partito Democratico. Da una parte Franceschini, dall’altra Cuperlo, dall’ala centrista e democristiana Renzi e da una parte l’ex presidente Bersani che cerca senza resa di raccapezzare quella parte della sinistra che ancora vive nel Partito Democratico. Un Matteo Renzi, che possiamo vedere molto bene, che ha già pronto il suo piano per la ribalta verso il mondo democristiano di un partito assai vicino a ideali di sinistra, ovvero che pare aver dimenticato assai la Prima Repubblica. Il tutto dipende dalla legge elettorale e da quando una parte della sinistra deciderà di staccare la spina al governo. Vediamo già Verdini con un piede da una parte e un piede dall’altra, le motivazioni le conosciamo benissimo e sono date dalla decisione del neo premier di tirar via dalla squadra di governo i vecchi e ammuffiti verdiniani. Intanto, noi staremo a guardare, vedremo dall’esterno un implosione del Partito Democratico che come sempre è il risultato della voglia di poter cantare il buongiorno da parte di tutti, come all’interno di una piccola fattoria dove tanti Galli cantano e cantano, ma non riescono mai a far valere la proprie ragioni.

 

William Grandonico.

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