Il Natale. Una tradizione dimenticata. Il business che avanza. Di William Grandonico.

Con il passare degli anni, nel nostro paese, la tradizione natalizia va sempre più verso il dimenticatoio. Di William Grandonico.

Tra una settimana arriverà nelle nostre case il Santo Natale. La vita frenetica che viviamo tutti i giorni si ferma, tutti ci uniamo, una ragione ci accomuna, la condivisione di un’idea ci rende uguali, un giorno importante.

Una giornata in cui le famiglie si ritroveranno insieme. Avranno la possibilità di sedersi tutti avanti a buonissimi pasti della tradizione e come al solito, per chi ha parenti ancora piccini ci sarà il classico rito delle poesie o filastrocche natalizie, in cui si possono riscuotere ennesimi regali da parte degli importantissimi nonni. Una tradizione, questa, che per certi versi resta tale e quale a quella del passato, ovvero, molto simile al classico rito natalizio in cui i nostri parenti più anziani, se pur con meno cibo e soldi, avevano l’onore di partecipare e poter tramandare alle generazioni future. Il problema della tradizione è, per certi versi, la commercializzazione della parola Natale. Ovvero, la modalità in cui, siamo obbligati a commercializzare questa parola importante per il popolo Cristiano e per il popolo conservatore del mondo. Un problema, quello della trasformazione può essere anche l’abbattimento delle barriere, causate dalla globalizzazione e dalla semplicità per cui si dice sì alla possibilità di cambiamento e alla capacità che si ha nel dare il via alla liberalizzazione economica incontrastata. La stessa liberalizzazione che sta distruggendo il mercato della distribuzione dell’energia. Una nuova forma di capitalizzazione dell’economia europea. Un’economia basata sulla quantità, sulla strumentalizzazione della tradizione e della cultura. Un monopolio delle coscienze. Ebbene sì, l’abilità di monopolizzare le coscienze da parte di un mercato che non ha più valori. Un mercato che guarda solamente a uno sporco business e che ormai ha cambiato la vita del nostro popolo. Oggi, l’uomo non è più disposto a capire le parole che ogni anno, il Natale cerca di imprimere nei nostri cuori, ormai troppo piccoli per le parole come Fede, Misericordia, Perdono e Amore. Queste parole sono anche gli aggettivi che il Natale vorrebbe portare nelle nostre case, stampare nei nostri cuori e far viaggiare attraverso le nostre anime. Il santissimo Natale è questo, non è altro che amore e pace, è la festa del popolo cristiano per la nascita del Salvatore. Abbandoniamo l’idea di business e pensiamo un po’ di più a portare amore nelle nostre famiglie e aprire il nostro cuore, anche verso chi, probabilmente ci ha fatto del male. L’amore verso gli altri, è sicuramente meglio di qualche stupido regalo e qualche stupido vestito che ci arricchisce solo esteriormente. Un uomo, può essere definito tale, solo se ricco, lo è nella sua anima, se il suo cuore può distribuire amore anche a chi di difficoltà ne ha molte di più di noi.

 

William Grandonico.

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *