Attentato all’ambasciatore russo: vero e proprio atto da guerra.

Atto vile, gravissimo quello che si è verificato oggi ad Ankara: Andrey Karlov, ambasciatore russo in Turchia, è stato assassinato oggi ad Ankara durante l’inaugurazione di una mostra fotografica. Il suo assassino, un 22enne turco, ex-poliziotto, a sua volta, è stato fermato ed ucciso dalle forze dell’ordine turche.

L’ambasciatore è una figura sacra, d’eccellenza nella diplomazia internazionale. Attaccare una carica del genere è come dichiarare guerra allo Stato a cui appartiene.

Erdogan si è già fatto sentire, scusandosi con Putin per quanto accaduto, ma è sicuro che lo Zar non rimarrà con le mani in mano a lungo.

L’attentatore rivendicava una sorta di vendetta per gli interventi militari in Siria, dove abbiamo assistito alla liberazione di Aleppo, guidata dall’esercito siriano fedele ad Assad in collaborazione con quello russo scacciare la feccia terrorista dell’Isis.

Gesto isolato? Constatando i movimenti degli ultimi anni, sembra che una buona percentuale dei turchi appoggi direttamente l’operato del fantomatico “stato islamico”.

Sperando che tutto questo faccia fare un esame di coscienza a quei paesi, tra cui quelli appartenenti all’Unione Europea, che vedono i nemici in Assad e Putin, poiché i veri nemici non sono quest’ultimi, ma chi ha ordinato l’uccisione di chi ha tenuto nelle proprie mani e per decine di anni diversi popoli, come Gheddafi in Libia, perché dopo di lui vi è stato solo il caos.

E, sperando che Bruxelles e Washington non commettano ancora lo stesso errore, ovvero considerando Assad e Putin le persone da combattere, poichè sono coloro che stanno veramente contrastando l’avanzata terroristica, nella buona o nella cattiva sorte.

Manuel Di Pasquale

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