PescaraPorto un destino incerto a causa di un’amministrazione incapace.

La giunta Alessandrini ritirerà anche la seconda delibera prodotta sulla vicenda di PescaraPorto, fondamentale per decidere la futura destinazione della superficie privata situata proprio sul mare, accanto all’ex Cofa. Lo hanno annunciato stamane gli assessori Scotolati e Civitarese, in totale disaccordo fra loro, rivelando che la seconda delibera, pure firmata dall’assessore Scotolati, è sbagliata, mancando tutte le valutazioni urbanistiche, e con l’assessore Scotolati che comunque si è dichiarata favorevole anche alla costruzione delle case sul mare, al posto degli uffici oggi consentiti dal Piano regolatore, per poi dichiararsi pronta alle imminenti dimissioni. A questo punto attendiamo che l’assessore Scotolati dia seguito alle volontà espresse, mentre, sul piano politico, appare ormai chiara la strategia della giunta Alessandrini di non permettere al Consiglio comunale di esprimersi sulla delibera prima del pronunciamento del Tar del prossimo 27 gennaio. Un comportamento vergognoso e ormai ai limiti della legittimità, contro il quale adotteremo le opportune misure a difesa della città”. Lo hanno annunciato il Capogruppo e il Vicecapogruppo di Forza Italia al Comune di Pescara Marcello Antonelli e Vincenzo D’Incecco

“Ormai è chiaro – hanno detto Antonelli e D’Incecco – la delibera su PescaraPorto non farà mai in tempo ad arrivare in Consiglio comunale prima del Tar. La prima delibera era stata firmata e poi ritirata per errori riconosciuti dal dirigente firmatario. Dopo due mesi di riflessioni è arrivata la seconda delibera, firmata dal dirigente e dall’assessore all’Urbanistica Loredana Scotolati, delibera che è un endoprocedimento al procedimento complessivo inerente la richiesta del privato, titolare della società PescaraPorto, di cambio di destinazione d’uso delle aree accanto all’ex Cofa. Se il Consiglio comunale dovesse pronunciarsi a favore, il Dirigente accorderà il cambio, in caso di diniego da parte dell’Assise, il cui parere è vincolante, il dirigente dovrebbe semplicemente negare il cambio, lasciando l’attuale destinazione, ovvero uffici e terziario, ma niente abitazioni. In questo modo l’intero Consiglio comunale, maggioranza e opposizione, si andrebbero ad assumere la responsabilità politica di quelle aree dinanzi alla città. Oggi la seconda delibera è arrivata all’esame della Commissione Urbanistica ed è andata in onda la ‘sceneggiata’ con protagonisti gli stessi due assessori, Scotolati da una parte e Civitarese dall’altra: mentre la giunta ha già rinunciato ai termini di difesa dinanzi al Tar con la propria avvocatura, abbiamo saputo che anche la seconda delibera verrà ritirata, dunque non verrà sottoposta all’esame dell’Assemblea civica, perché sbagliata per ammissione dei due componenti dell’esecutivo in quanto ‘mancano le valutazioni urbanistiche’. E l’assurdo è che oggi l’unico colpevole di tale errore sembra essere il dirigente, visto che quella delibera, a questo punto partorita da un marziano, sembra non averla vista nessuno prima, neanche la Scotolati che l’ha firmata. Non solo: l’assessore Scotolati ha anche pubblicamente ammesso che alla fin fine lei sarebbe anche ‘favorevole alla costruzione delle case sul mare’, contraddicendo anche l’atto urbanistico strategico votato dalla sua stessa giunta e ricordato oggi dall’assessore Civitarese con il quale la giunta ha già stabilito che su quelle aree vanno rispettate le previsioni del Piano regolatore generale. Ora, al di là dello spettacolo dei due assessori che litigavano tra loro, oggi è emersa chiaramente la strategia sottaciuta, ovvero quella di ritardare il pronunciamento del Consiglio comunale, perché molto difficilmente la giunta e gli uffici sforneranno la terza delibera sul tema riuscendo a chiudere i passaggi in Commissione e poi in Consiglio comunale prima dell’appuntamento con il Tar il 27 gennaio, siamo ormai prossimi all’illegittimità dei comportamenti e valuteremo tutti gli atti necessari da intraprendere sul ‘caso’. Nel frattempo prendiamo atto – hanno proseguito Antonelli e D’Incecco – delle dichiarazioni pubbliche dell’assessore Scotolati che, dinanzi alla sua posizione contrapposta rispetto alla politica urbanistica del suo sindaco, ha dichiarato di esserne consapevole e ha annunciato le proprie dimissioni. Ora attendiamo che l’assessore dia seguito alle proprie dichiarazioni dimostrando coerenza. Con la Scotolati dovrebbe dimettersi anche il sindaco Alessandrini il quale ha, anche lui, firmato la delibera tenendosela in caldo per20 giorni, senza accorgersi che era sbagliata, dimostrando, per l’ennesima volta, la sua incapacità e incompetenza amministrativa

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