Trump minaccia dazi alla Ford e l’azienda ci ripensa e non delocalizza.

Donald Trump, il neo eletto presidente degli Stati Uniti d’America è tornato a far parlare di se, ancora prima del suo ufficiale insediamento alla Casa Bianca. Oltre al clamoroso scandalo dei tre tenori italiani, che fanno parte della band “Il Volo” ex vincitori del festival di Sanremo, che hanno sbattuto la porta in faccia al presidente Americano, declinando l’invito a cantare per lui presso la White House Statunitense. Donald Trump, continua a picchiare duro sulle aziende. Ancora prima di essere a tutti gli effetti il presidente degli Stati Uniti, con un semplice Tweet sui social, minacciava gravi ripercussioni per l’azienda Ford che esprimeva il desiderio di delocalizzare in Messico. Un grave pensiero quello dei big della casa automobilistica america, che si sono visti sbattere in faccia la minaccia di enormi dazi doganali a loro carico, nel caso portassero via le loro fabbriche dal Michigan. Un gesto, quello di Trump, che dovrebbero prendere in considerazione anche i nostri politici. Semmai, richiamare l’amministrazione FIAT e chiedere una soluzione alla loro delocalizzazione in Olanda. In Italia è facile fare i furbi e addirittura investire in fabbriche in Polonia, ma al caro Marchionni sarebbe dovuto capitare il presidente americano Donald Trump.

In una notizia di un quotidiano di finanza statunitense, leggiamo che dal 2010, gli USA hanno aumentato la loro occupazione di 15,8 milioni di posti di lavoro, addirittura più dei paesi del G7 messi insieme.

 

William Grandonico.

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