Pescara. Il predissesto finanziario non c’è mai stato.

“Il Governo di centro-destra guidato dal sindaco Albore Mascia non ha mai determinato alcun predissesto delle casse finanziarie del Comune. Finalmente dopo tre anni la verità è venuta a galla grazie al pronunciamento della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il provvedimento con cui nel 2013 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha imposto al nostro Comune un taglio dei trasferimenti Imu pari a quasi 5milioni di euro quale ‘fondo di solidarietà’ mai sancito con un Decreto del Presidente della Repubblica. Un taglio di 5 milioni di euro che di fatto ci fece chiudere il bilancio con un disavanzo inesistente, colpa del Governo Letta. Quella somma oggi dovrà essere restituita alla città che sta ingiustamente pagando tasse al massimo, e lunedì porteremo in Consiglio comunale un ordine del giorno con cui chiederemo al sindaco Alessandrini di citare in giudizio il Ministero per l’Economia e le Finanze e il Ministero di Grazia e Giustizia; se la proposta non dovesse sciaguratamente essere approvata dalla maggioranza, valuteremo la possibilità di attivare una class action con tutti i cittadini interessati”. Lo hanno annunciato stamane i Gruppi consiliari di Forza Italia, con i consiglieri Marcello Antonelli, Luigi Albore Mascia, Eugenio Seccia, Fabrizio Rapposelli e Vincenzo D’Incecco, Pescara Futura con Carlo Masci, e Pescara in Testa, nel corso della conferenza stampa indetta sul tema ‘La situazione finanziaria del Comune di Pescara, finalmente la verità è venuta a galla”.
“A fine 2016 – ha spiegato il Capogruppo FI Antonelli – la giunta comunale ha approvato un atto deliberativo, numero 944 del 27 dicembre, con cui prende atto della sentenza 129 del 2016 della Corte Costituzionale su un provvedimento del MEF del 2013, con il quale il Ministero aveva tagliato le imposte da restituire ai Comuni come Pescara, ovvero i più virtuosi, in merito all’aliquota Imu, facendo leva su un presunto fondo di solidarietà per quasi 5milioni di euro. Oggi la Corte Costituzionale ha decretato che quel taglio era illegittimo. Per colpa di quel taglio il bilancio 2013 si chiuse con un disavanzo di amministrazione di 4milioni 285mila 425 euro. Ma, se il Ministero non avesse tagliato quella somma ingiustamente noi avremmo chiuso il 2013, l’ultimo anno dell’amministrazione di centro-destra del sindaco Albore Mascia, con un avanzo d’amministrazione di 611mila 786,92 euro, smentendo in maniera chiara chi ci ha addebitato il predissesto del Comune di Pescara. A seguito di quella sentenza il sindaco Alessandrini ha scritto alla Presidenza del Consiglio dei Ministeri inoltrando l’istanza di rimborso. Ma questo non basta perché nel 2013 i rimborsi che dovevano arrivare al nostro Comune per la gestione del Tribunale da parte del Ministero di Grazia e Giustizia, a fronte delle somme ingenti anticipate dal Comune stesso, non sono mai arrivati, e parliamo di 1milione 513mila euro per il 2011, 2milioni 913mila euro per il 2012 e 3milioni 250mila euro per il 2013, ovvero 7milioni 700mila euro di mancati rimborsi per spese già pagate dal Comune. Questo significa che, sommando tutte le somme dovute, la reale situazione di cassa del Comune di Pescara al 31 dicembre 2013 era pari a 14milioni 955mila euro, perfettamente in linea con i fondi degli anni precedenti. Questo è stato il presupposto errato per il quale il Comune di Pescara ha dichiarato il predissesto portando le tasse al massimo e penalizzando pesantemente la città. Oggi era giusto fare chiarezza perché la nostra amministrazione di centro-destra non ha lasciato alcun buco di bilancio e piuttosto dobbiamo denunciare l’atteggiamento delinquenziale di uno Stato che è ‘truffatore’ perché non rimborsa ciò che è dovuto agli Enti locali e preleva dalle casse comunali ciò che non deve come oggi ha decreto la Corte Costituzionale”. “La novità – ha detto il consigliere Albore Mascia – è la sentenza della Corte del giugno 2016, che ovviamente non riguarda solo il Comune di Pescara, ma riguarda il comportamento scellerato del Ministero in quell’anno orribile per la finanza italiana, Governo Letta, che ha penalizzato proprio i Comuni più virtuosi che, come Pescara, hanno aderito anche alla sperimentazione dei nuovi principi contabili, oggi entrati a regime. Il Piano Letta paradossalmente ha penalizzato i Comuni virtuosi e ha premiato quei Comuni i cui sindaci avevano rappresentanti nei vertici dell’Anci. Pescara solo nel dicembre 2013 seppe di che morte doveva morire ricevendo le tabelle cervellotiche che, contrariamente ai Comuni di Torino con l’ex sindaco Fassino, Pavia con all’epoca il sindaco Cattaneo-vicepresidente dell’Anci, o al Comune di Ascoli il cui sindaco Castelli aveva un ruolo di primo piano nell’Anci, determinarono una drastica riduzione dei trasferimenti dallo Stato. Ovvero nella partita di giro dei pagamenti Imu, in cui i Comuni inviavano allo Stato le aliquote che poi lo Stato doveva loro restituire, abbiamo saputo che lo Stato aveva deciso di restituire 4milioni di euro in meno a Pescara e lo abbiamo saputo quando dovevamo preparare il bilancio di previsione del 2014. Da lì iniziò il tam-tam mediatico del centro-sinistra e la verifica del MEF con il superispettore che censurò il Comune. Oggi noi chiediamo di inviare l’istanza di restituzione della somma anche alla Corte dei Conti Regionale e, vista la forza con cui Alessandrini richiede a Padoan quei 4milioni 897mila euro, gli chiediamo anche di sapere che fine hanno fatto i 7milioni di euro che il Comune di Pescara ha anticipato per la gestione del Palazzo di Giustizia e che non sono mai arrivati”. “E a tal proposito – ha aggiunto Antonelli – noi già sappiamo che il Governo Renzi ha azzerato quel debito, ovvero ha stabilito che dal 2016 le spese per i Tribunali sono a carico dello Stato, azzerando però tutti i debiti pregressi”. “Sicuramente dalla sentenza della Corte Costituzionale – ha aggiunto Albore Mascia – noi otteniamo una riabilitazione piena, che non cancellerà, purtroppo, le bugie calunniose con cui l’attuale segretario del Pd Moreno Di Pietrantonio tappezzò la città e che oggi dovrebbe avere il coraggio di rimangiarsi, dopo 3 anni è venuta fuori la verità”. “Il predissesto – ha ancora ricordato il consigliere Seccia, ex assessore alle Finanze – venne fuori dalla presunta non-consistenza di cassa del Comune, dalla presunta difficoltà di pagamento dei fornitori e dai presunti sperperi del centro-destra. Oggi è stato dimostrato che non era così: il 31 dicembre 2013 noi avevamo una disponibilità di cassa di 14milioni di euro, siamo stati vittime di accuse diffamatorie, il fondo sperimentale di riequilibrio che lo Stato ha dato ai Comuni per affrontare le difficoltà dei mancati introiti si è trasformato in una lesione finanziaria. Il centro-destra ha operato nel pieno rispetto delle regole, e la decurtazione centrale dello Stato ha violato l’autonomia finanziaria del Comune”. “Ora il Comune si attivato per richiedere i fondi al MEF – ha aggiunto il Consigliere Masci – ma chiaramente non basta, va trovato il modo per restituire quei soldi ai cittadini attraverso l’abbattimento delle tariffe delle tasse, perché le vere vittime sono i cittadini condannati a pagare tasse al massimo per 10 anni”. “Lunedì – ha dunque preannunciato il Capogruppo Antonelli – presenteremo un ordine del giorno in Consiglio comunale in cui chiederemo all’amministrazione di attuare un’iniziativa giudiziaria nei confronti del Ministero di Grazia e Giustizia e del Ministero dell’Economia e delle Finanze per i danni subiti e che stiamo ancora subendo. Se l’amministrazione dovesse decidere diversamente, valuteremo la possibilità di una class action con i cittadini”. “Oggi – ha detto il consigliere D’Incecco – dovremmo chiamare in causa anche quei consiglieri comunali, come Vincenzo Dogali, che nel 2013 ci impose di adeguarci alla semplice circolare con cui Alfano comunicava ai Comuni l’accantonamento del fondo di solidarietà Imu, una circolare mai seguita dal Decreto del Presidente della Repubblica. Noi non abbiamo mai considerato sufficiente quella semplice circolare, ma Dogali, dopo ampio dibattito, ci costrinse a togliere dal bilancio quei 4milioni di euro, minacciando altrimenti di non approvare il bilancio della maggioranza”.

 

William Grandonico.

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