Raggi indagata: il nuovo regolamento M5S è ad personam?

Virginia Raggi è indagata e dovrà comparire in tribunale. A lei contestati i reati di falso e abuso d’ufficio, in merito all’aver nominato a capo dipartimento del turismo al Campidoglio il fratello di Raffaele Marra, ovvero del suo collaboratore arrestato poco tempo fa.
Quindi, parte la prima prova del nuovo regolamento grillino: l’avviso di garanzia e la formale accusa penale non bastano più per essere sbattuti fuori. Sarà forse che il nuovo regolamento è stato fatto per salvaguardare la sindaca di Roma da un’imminente bufera? Solo il tempo potrà dircelo.

Il post antigarantista di Di Maio del 14/12/2014

È evidente che anni e anni di presunzione di onestà e attacchi alla casta sembrano tornare indietro: gli anti-sistema si stanno omologando perfettamente ai “poteri forti”.
Così, come Di Maio che scriveva che non esiste la “presunzione d’innocenza”, ma che un avviso di garanzia è già sinonimo di colpevolezza.

 

Il post di Virginia Raggi

Ma, soprattutto, è inspiegabile perché ci sia sempre Grillo di mezzo a dover decidere le sorti del M5S: la Raggi l’ha avvertito subito, ma Grillo ribadisce sempre il fatto di non essere un politico. Quindi, è un burattinaio che usa manipolare le sue marionette per i suoi affari, senza metterci la faccia sui banchi istituzionali? La sindaca dovrebbe rispondere solo a lei stessa ed ai suoi cittadini, senza chiedere permessi e tirare in ballo chi non dovrebbe entrare nel merito.
Concludendo, sembra che si possa aggiornare lo slogan dei 5 stelle: l’onestà (non) andrà di moda.

Manuel Di Pasquale

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