Legge elettorale: novità e chi può gioire grazie ad essa.

La Corte Costituzionale, ieri, ha sentenziato la nuova legge elettorale, sia per la Camera che per il Senato.
Per quanto riguarda la Camera, possiamo riassumere in breve:
-No coalizioni elettorali;
-Premio di maggioranza (55% dei seggi) per il partito che ottiene il 40% delle preferenze, ovvero se non vi è un partito che superi la soglia del 40% non vi è maggioranza;
-Soglia di sbarramento fissata al 3% (prima era al 4%).

 

Per quanto riguarda il Senato, invece:
-Sì coalizioni;
-No premio di maggioranza;
-Soglia di sbarramento fissata all’8% per partiti non in coalizione e al 3% per partiti in coalizione.

 

Stando agli ultimi sondaggi politici, non vi sarebbe un partito in grado di raggiungere il premio di maggioranza, poiché il PD si attesta intorno al 32% e il M5S al 28%.

 

Ciò che invece balza subito all’occhio è la soglia di sbarramento fissata al 3%: in questo modo si dà spazio a quei piccoli partiti di rientrare, cosa che sarebbe stata impossibile con la soglia del 4% come alle elezioni del 2013. Quindi, sembra che a gioirne siano proprio il NCD e Sinistra Italiana, partiti che si aggirano tra il 3 ed il 3,2%.

Probabilmente, sarà probabile rivedere Alfano e Boldrini nella prossima legislatura, nonostante il loro non amatissimo gradimento da parte dei cittadini, dopo tanti cambi di casacca il primo e le tante “uscite a vuoto” la seconda.

 

Perciò, sembra proprio che gente come Alfano, Librandi, Lorenzin e tutto il NCD possano dormire sonni tranquilli, grazie a questo favore commesso dalla Corte Costituzionale.

 

Manuel Di Pasquale

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