Il popolo romeno scende nelle piazze contro il governo: intervista esclusiva

Federico Carboni, dirigente FdI-AN Teramo

Sono giornate intense quelle nelle strade di Bucarest, migliaia di persone riversate nelle piazze per dire no ad un governo corrotto, per chiedere le dimissioni del governo e il ritiro del decreto d’urgenza sulla depenalizzazione dell’abuso d’ufficio.

E’ una vera e propria presa di posizione da parte della gente, si lotta in onore dello spirito della sovranità popolare che, contrariamente, è stato infangato da quella classe politica inizialmente scelta per rappresentare gli interessi del popolo.

Attualmente è Sorin Grindeanu, leader del PSD (Partito Social Democratico), alla guida del paese.
E’ Federico Carboni, temporaneamente residente a Bucarest per motivi di lavoro nonché dirigente di FDI An Teramo, a raccontarci qual è la vera aria che si respira tra le strade romene percependola lui per primo.

 

 

 

Quali sono stati, a parer tuo, i presupposti per dare il via a questa manifestazione?

 

Conosco il popolo romeno da circa due anni per dirette esperienze di lavoro che mi hanno portato a confrontarmi con molti cittadini – premette Carboni – è una nazione che, ha subito l’americanizzazione dei suoi mercati con tutti i suoi annessi e connessi principalmente negativi, dal 2007 è entrata in UE, un passaggio importante per la loro crescita ma nonostante ciò vi è uno squilibrio sociale molto forte dove a risentirne è il ceto medio, da una parte vi sono persone facoltose dall’altre gent che vive di stenti. Senza poi considerare i salari bassissimi che accentuano notevolmente il fenomeno della corruzione e dunque della corruttibilità.

 

Abbiamo visto come la vittoria di Trump abbia cambiato le carte in tavola in molte realtà europee, credi un possibile avvento della Destra anche in Romania?

 

Apprezzo quello che sta facendo Donald Trump, seppur personalmente non lo vedo assolutamente come esempio per qualsiasi destra europea. La vittoria di Klaus Iohannis (Presidente del partito romeno conservatore PNL) nel 2014 già di per sé fu un miracolo, c’è molta confusione: nonostante le organizzazioni di destra siano numerose, elettoralmente ancora ci sono difficoltà nel trovare la giusta quadratura.

 

Da Italiano residente, seppur temporaneamente, in Romania, ti sarai fatto sicuramente la tua idea, quali sono le tue considerazioni in merito?

 

E’ protesta assolutamente condivisibile – dichiara Carboni – una presa di posizione importante da parte del popolo romeno che, democraticamente, sta palesando il proprio dissenso ad una modifica del codice penale profondamente offensiva nei confronti di chi, quasi 30 anni fa, pagò col sangue sognando di consegnare una Romania libera dal comunismo ai propri figli.

 

Immagino riempia di orgoglio vedere una così forte mobilitazione popolare

 

Certamente, è emozionante vedere come più di centomila persone sono scese in piazza: donne, uomini, giovani e bambini uniti contro il governo socialista di Grindeanu.

Insomma un sussulto d’orgoglio popolare rilevante.

 

 

E’ anche un grande segnale di ripresa della democrazia, cosa hai da dire in merito?

Bisognerebbe analizzare anche lo stile di vita quotidiano del romeno medio, un popolo atavico e particolare. Mi spiego. È gente che non sente molto la partecipazione alla vita socio politica: all’ultima tornata di dicembre ha votato circa il 40% degli aventi diritto consegnando nuovamente il paese in mano ai socialisti. Tradotto se non ti rechi alle urne è difficile poi auspicare in un cambiamento.

 

Da parte del governo che reazioni ci sono state?

Reazioni diverse, sostanzialmente stanno mantenendo complessivamente la stabilità, confermano che andranno avanti. Proprio ora il premier ha dichiarato di sospendere l’ordinanza rimettendola al parlamento come progetto di legge. Una parziale presa di coscienza dell’attuale governance.

 

Le altre figure politiche che, invece, cosa dicono?

 

In questo apprezzabile la figura di Iohannis, presidente della Repubblica ed esponente del PNL vicino al popolo nella protesta, sta cercando di fare il possibile per arginare questa deriva che tutela solo i delinquenti a discapito degli onesti cittadini.

 

Federico Carboni conclude il racconto dicendoci che per domani è prevista l’adesione di oltre 200mila persone, una mobilitazione popolare che si è estesa e ha raggiunto anche le periferie e i comuni romeni, il famoso volksgeist pare essersi acceso nell’animo di tutti i cittadini.

Continueremo ad aggiornarvi, voi continuate a seguirci.

Vanessa Combattelli

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