Romania, in 500 mila in piazza. L’intervista esclusiva di William Grandonico.

Bucarest. In 500 mila in piazza per contestare l’ordinanza voluta dal governo che avrebbe depenalizzato i reati per corruzione, una sorta di modifica al testo costituzionale . L’intervista di William Grandonico a Federico Carboni FDI-AN, residente a Bucarest per motivi di lavoro.

 

Caro Federico, cosa sta succedendo in Romania, per quale motivo quasi mezzo milione di cittadini hanno deciso di scendere in piazza contro il governo ?

Le motivazioni sono semplici, i manifestanti contestano in maniera democratica e civile, il provvedimento del governo a trazione socialista che prevede la depenalizzazione di diversi reati riguardanti la sfera della corruzione. Essendo un paese corrotto, anche la governance è affetta da questo malanno. Ecco perché i cittadini hanno deciso di non starci e di scendere in piazza.

Quali sono i tempi principali che caratterizzano questa manifestazione?

I cittadini hanno deciso di scendere in piazza per chiedere le dimissioni del governo. Alcuni esponenti socialisti hanno rilasciato dichiarazioni gravi definendo il popolo come un branco di “buffoni”. Non era mai successo dal 1989 ad oggi che il popolo romeno scendesse in piazza in maniera così massiccia, così importante. Presumo che per la grandissima imponenza ed emozionante risposta del popolo, che il governo sia destinato a cadere. La situazione non è semplice.

C’è tanta paura per un possibile o parziale ritorno alla dittatura comunista ?

Potenziale ritorno al comunismo ? Non penso che i cittadini permettano ai governanti di scegliere cosa vogliono. Soprattutto grazie alla digitalizzazione della poltica e della storia, i cittadini hanno subito molte evoluzioni, soprattutto anche con le nuove generazioni e con la tecnologia hanno avuto modo di riconoscere il grave lavoro fatto dal regime. Tanti erano i giovani in piazza e molti di loro virano a destra o verso il centrodestra. Non credo proprio che si possa tornare alle “macerie”  che hanno lasciato in Romania. La deriva comunista non c’è e non ci sarà. Anzi, tanti, in piazza, ricordano al governo che per loro non sarà un problema tornare a una nuova Târgoviste dove furono uccisi i coniugi Ceausescu.

Credi che possa nascere un governo addirittura di estrema destra ?

C’è molta disorganizzazione nel mondo politico della destra e del centrodestra, ma sicuramente i giovani e le popolazioni istruite della Romania, non voteranno a sinistra. Anche l’Europa, paradossalmente, ha oermesso questa svolta a destra in questo territorio distrutto.

 

William Grandonico.

Foto:Euronews

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