Decreto anti Flixbus: favore tra amici?

Sono diversi giorni in cui infiamma la polemica sul “Milleproroghe”.

Dopo lo sciopero dei tassisti, perché questi vedrebbero l’azzeramento della valenza delle loro licenze, ad infuocare la discussione è il “decreto anti Flixbus”, portato avanti da 4 parlamentari del gruppo Conservatori e Riformisti.

Flixbus è una compagnia all’avanguardia per quanto riguarda i viaggi in pullman di media e lunga percorrenza: gli autotrasporti sono dotati di prese di corrente, wi-fi a bordo, bagni funzionali, pulizia completa dei mezzi e, soprattutto, i prezzi dei viaggi sono alquanto vantaggiosi.

Non a caso, per i motivi su elencati (non perché voglia fare un richiamo pubblicitario, ma è la verità) è una delle compagnie leader nel settore con 3 milioni di utenze all’anno.

Il tutto, poi, è innovativo perché per prenotare i biglietti bisogna disporre dell’app apposita invece di ricorrere alle solite biglietterie.

Dopo aver spiegato in breve cos’è questa azienda, passiamo al punto di vista legislativo: nel “Milleproroghe”, dl convertito, quindi in discussione tra le camere, è stato inserito un emendamento che manderebbe all’aria la società operante in Italia.

I 4 senatori che lo hanno presentato sono i pugliesi Tarquinio, Bruni, Perrone e D’Ambrosio Lettieri. L’emendamento è già stato approvato dal Senato. La modifica riguarda “il piano strategico nazionale della mobilità sostenibile”, e Flixbus ci rimetterebbe perché opererebbe proprio su internet, mentre nella proposta di legge, per i viaggi interregionali, si parla di “operatori economici la cui attività principale è il trasporto di passeggeri su strada”. Perciò, Flixbus rischierebbe di perdere la licenza, se il disegno passasse anche alla Camera, proprio per il fattore internet.

A dimostrare la felicità per l’approvazione da parte del Senato è l’Anav, Associazione Nazionale Autotrasporti Viaggiatori, con a capo il presidente Giuseppe Vinella, sostenendo che in questo modo vengano tutelati i consumatori.

Ecco, tutelare i risparmiatori facendo perdere loro l’opportunità di viaggiare bene ed a bassi prezzi sembra un controsenso.

Invece, i nodi vengono subito al pettine: Vinella è anche il capo della SitaSud, azienda di autotrasporti pugliese, una delle grandi nel settore. Qualche coincidenza strana? Eh sì: i 4 senatori che avevano a cuore questo emendamento sono pugliesi, così come la persona che ne gioisce di più. Favore per un amico? Il tempo ci darà le sue risposte.

D’altro canto, anche Flixbus ha replicato, dichiarando che è ingiusta la retroattività della norma dopo che l’azienda aveva tutte le carte in regola, mentre adesso rischia di venire messa fuori legge e la sua attività dichiarata illecita proprio per i motivi sopra elencati. A questo si rimanda all’articolo 11 delle Preleggi: “La legge non dispone che per l’avvenire: essa non ha effetto retroattivo. I contratti collettivi di lavoro possono stabilire per la loro efficacia una data anteriore alla pubblicazione, purché non preceda quella della stipulazione”. Però, spesso e volentieri, questo articolo viene messo da parte, in quanto non rientri tra i cardini costituzionali.

Infine, il governo, nella persona del sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Simona Vicari, difende la decisione, dichiarando: “L’approvazione da parte del Senato, nel decreto Milleproroghe, della norma che regolamenta il settore del trasporto di persone a lunga percorrenza, segna un altro passo avanti verso la realizzazione di un sistema in linea con i principi e gli obiettivi stabiliti dall’Unione Europea. Con la definitiva approvazione alla Camera del Disegno di legge sarà data un ulteriore impulso all’attività”. Non si sa quale impulso si possa dare così, però bisogna aspettare la decisione della Camera, che deve arrivare entro il 28 febbraio, essendo il “Milleproroghe” un dl convertito e quindi “a scadenza”.

Manuel Di Pasquale

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