Da metà marzo i primi effetti della Brexit.


Sono passati 8 mesi da quando i cittadini britannici furono chiamati alle urne.

Secondo le ultime indiscrezioni, il governo di Londra, capeggiato da Theresa May, potrebbe avviare la pratica per il blocco della libera circolazione già da metà marzo. Perciò, da tale periodo, sarebbe necessario il rilascio di visti per tutti i cittadini non britannici, cioè sia per i cittadini UE sia per quelli extracomunitari.

Il Regno Unito non ha mai aderito all’acquis di Schengen, anche se ha sempre sostenuto dei trattati che prevedessero la circolazione di persone con cittadinanza europea all’interno dei propri confini senza il rilascio dei visti, ma con la semplice esibizione del documento di riconoscimento, mentre per quelli extracomunitari è da sempre necessario il rilascio dei visti.

Con questa situazione, qualsiasi persona senza cittadinanza britannica diventerebbe extracomunitaria, in quanto il Regno Unito si tirerebbe fuori dall’Unione Europea, così come emerso dal referendum sulla Brexit, essendo questa la volontà espressa dalla maggioranza elettorale.

Nonostante siano solo voci, il governo londinese dovrebbe già far partire le pratiche, poiché i termini fissati dall’articolo 50 del Trattato di Lisbona prevedono due anni di negoziati e, se questa data dovesse slittare, bisognerebbe fissare la nuova data. Perciò, con quest’accelerazione, l’esecutivo britannico, secondo le voci provenienti dall’entourage governativo, vorrebbe esplicare la decisione popolare, cioè quella di essere fuori dall’UE prima della prossima legislatura, che inizia nel 2019.

D’altro canto, sembrerebbe che la Scozia stia preparando una ripetizione del referendum del 2014, cioè quello che proporrebbe l’indipendenza dalla corona di sua maestà, in quanto la maggioranza dei cittadini scozzesi si schierò per il Remain. Da valutare anche quest’altra fattispecie: se il Regno Unito uscisse in blocco e successivamente la Scozia si dichiarasse indipendente, quest’ultima potrebbe avvalersi dell’articolo 49 del Trattato di Lisbona, ma resterebbe lo stesso per qualche anno fuori dall’UE; se invece non vincesse l’indipendenza, la Scozia seguirebbe gli altri Stati del Regno Unito, rimanendo sotto la corona di Elisabetta.

Il Regno Unito è già pronto ad uscire? Sì, ma bisognerà aspettare le prossime settimane per iniziare a vedere i primi effetti.

Manuel Di Pasquale

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