MIKI MANTAKAS LOTTA NEI NOSTRI CUORI. Di William Grandonico.

28 Febbraio 1975, in questo brutto giorno ci lasciò un camerata.

Miki Mantakas, giovane studente dalle origini greche che faceva parte del fronte universitario d’azione nazionale. Il giovane camerata si trovava a Roma, nel corso di una manifestazione, in cui erano presenti forti scontri, durante il processo agli accusati per il rogo di Primavalle. Dopo la sospensione del processo, intorno alle 13 del pomeriggio, una delegazione di sinistra  (non autorizzata dalla questura), decide di spostarsi verso la sede del MSI di via Ottaviano 8, dopo essersi scintrata tutta la mattinata con le forze dell’ordine. I giovani militanti missini, chiusi all’interno, per paura dei numerosi colpi di pistola esplosi contro la sede, fanno uscire Miki dalla porta secondaria, quella sulla Piazza Risorgimento. Armato di cintura, si dirige verso l’ingresso principale, ma una volta svoltato l’angolo, viene colpito sulla fronte da un proiettile sparato dal comunista Alvaro Lojacono (autore di diversi omicidi, come quelli contro tre giudici, in pochissimi mesi).

Tempi duri per la destra italiana, per la destra sociale. Tempi, in cui, la caccia al fascista, per il governo e la magistratura, era cosa da poco.

Noi siamo ancora qui.

MIKI MANTAKAS LOTTA NEI NOSTRI CUORI. 

William Grandonico

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