Salvini potrebbe aver superato il 20% dei consensi.

Durante il 2016 abbiamo assistito a previsioni fallaci riguardanti elezioni e referendum vari.

Il primo caso fu quello della Brexit: nonostante le percentuali fossero molto vicine, il “Remain” era dato in vantaggio, ma alla fine vinse il “Leave” con il 52%.

Stessa cosa per quanto riguardava le elezioni presidenziali degli USA: Clinton data vincitrice con una probabilità del 98%, ma alla fine si impose Donald Trump vincendo in 31 Stati su 50 e guadagnando, così, 304 Grandi Elettori (il minimo richiesto perché il giuramento dei G.E. sia valido è di 270).

Caso a parte, invece, è quello che riguarda il referendum costituzionale italiano del 4 dicembre: in estate il Sì partiva con un vantaggio che si attestava intorno al 55%, per poi scendere mano a mano, finché durante le ultime interviste si attestava al 46% per poi perdere definitivamente con il 40%. In questo caso ha influito la propaganda che si è protratta per mesi da entrambi i fronti, che ha fatto ricredere parecchi elettori, ma alla fine la vittoria del No è stata schiacciante.

Adesso, prendiamo in considerazione il secondo fatto: la vittoria di Trump. Ad influire sulla fallacità dei sondaggi furono motivazioni alquanto stupide: i campioni vennero presi in maniera disequilibrata, senza ripartire equamente la provenienza dei cittadini (le percentuali di vittoria sono inutili, negli USA è da sempre in vigore il sistema maggioritario denominato “Winner Takes All”, dove chi ottiene il maggior numero di voti in un determinato Stato prende tutti i Grandi Elettori ad esso assegnati) e, soprattutto, perché alcune persone si vergognavano nel dire di preferire il tycoon newyorkese.

Considerato il caso Trump, possiamo iniziare a trarre qualche riflessione: la Lega Nord, insieme a Noi con Salvini, si attestano veramente attorno al 13%? A mio dire, no. Qui in Abruzzo l’influenza salviniana si fa sempre più forte, perciò l’elettorato tende a crescere, sfavorendo partiti quali il Partito Democratico e Forza Italia, quest’ultimo oramai crollato quasi definitivamente. Anche scendendo più a sud aumentano i consensi per i partiti guidati dall’europarlamentare, però molti evitano di dirlo apertamente agli intervistatori. Però, c’è da fare un altro ragionamento: seppur da qualche mese i consensi per il Carroccio, secondo i sondaggi, si siano stabilizzati, la Lega Nord avrebbe raddoppiato la fiducia, poiché alle elezioni per il rinnovo dell’europarlamento ottenne il 6,5% mentre adesso si attesta a percentuali che oscillano tra il 13 ed il 15%, senza considerare, poi, gli elettori che si vergognano nel dichiarare la loro preferenza.

Perciò, in mia opinione, alle prossime elezioni il movimento salviniano potrebbe essere un outsider più potente di quello che si pensa. Un “terrone”, ovviamente, ci pensa due volte prima di dire che vota per il “partito padano”.

La situazione cambia ogni giorno, visto che alcuni partiti sono in rapida discesa e parecchi elettori stanno riconsiderando le loro preferenze. Molto probabilmente la futura tornata elettorale per il rinnovo del Parlamento ci sarà l’anno prossimo, poiché tutti gli avvicendamenti politici lasciano pensare che questa legislatura arriverà alla fine senza scioglimento anticipato delle Camere da parte di Mattarella. Durante l’anno che intercorre tra oggi e la chiamata alle urne vedremo tante mosse provenienti da tutti gli schieramenti politici, ma considerando la legge elettorale in vigore, non vi sarà una maggioranza compatta, perciò si andrebbe verso un governo di larghe intese.

Azzarderei dicendo che tra il M5S, il PD e la LN vi sia uno scarto del 5%, dove il primo partito condurrebbe con un 28% mentre il terzo con un 23%. Sommati, questi tre partiti rappresenterebbero il 75% dei consensi nazionali.

Ovviamente, sono mie supposizioni, ma i sondaggi che abbiamo visto nel 2016 hanno fatto diventare scettici tutti quanti.

Manuel Di Pasquale

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