Elezioni olandesi, tutti i verdetti principali: crollo totale dei laburisti, salgono verdi e Wilders

Ieri i cittadini dei Paesi Bassi sono stati chiamati alle urne.

L’affluenza è stata dell’80,4% degli aventi diritto al voto, cifra da capogiro se la si confronta con l’affluenza media italiana ad ogni tornata elettorale.

Confronto dei dati 2012-2017

Il partito di maggioranza, come ci si aspettava, è risultato il VVD (liberali di centro-destra) di Rutte, che ha guadagnato 33 seggi, avendo ottenuto il 21,1% dei voti nazionali. Comunque, risulta essere in calo rispetto al 2012 (26,5% – 41 seggi).

Altra sorpresa si è dimostrata il GL (verdi di sinistra), che hanno ottenuto l’8,9% dei consensi, conquistando così 14 seggi. Un balzo incredibile rispetto al 2012 (2,3% – 4 seggi).

Salgono anche i democristiani del CDA: 12,5% e 19 seggi (nel 2012 8,5% e 13 seggi); stessa cosa per i socioliberali di D66: 12% e 19 seggi (nel 2012 8% e 12 seggi).

I media, invece, vogliono subito additare come sconfitti il Pvv di Geert Wilders, arrivati secondi con il 13,1% e guadagnando così 20 seggi. Se si confronta questo dato rispetto alle precedenti elezioni, il partito euroscettico ha fatto un balzo in avanti, guadagnando 3 punti percentuali in più e, di conseguenza, 5 seggi ulteriori (dati 2012: 10,1% – 15 seggi).

La delusione vera, invece, quella che nessuno vuole analizzare seriamente è il crollo del PvdA (laburisti): il partito, 5 anni fa, era la seconda forza politica del paese, mentre adesso è sceso al settimo posto. Se nel 2012 ottenne il 24,9% con un premio di 38 seggi, quest’anno ha letteralmente sbattuto i denti su una ringhiera d’acciaio: 5,7% e solo 9 seggi perdendo quindi più di 3/4 dei precedenti elettori.

Dati ufficiali – via Election Day

Nei Paesi Bassi, i seggi totali assegnabili per la Camera sono 150. Perciò, a giudicare dalla situazione, si assisterà ad un governo di larghe intese, per intenderci sulla falsariga del Pentapartito nostrano degli anni’80. Il VVD, quindi, dovrà cercare più appoggio possibile tra i rivali per instaurare un nuovo esecutivo.

Anche se, io non escluderei una possibile alleanza tra Rutte e Wilders: entrambi si sono dimostrati riluttanti nei confronti della Turchia, con una linea dura contro Erdogan e il potenziale ingresso del paese ottomano nell’Unione Europea.

Manuel Di Pasquale 

P.S. Ringrazio (e mi congratulo con) la pagina Election Day, che vi consiglio di seguire.

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