Nazisti, amici e difensori degli animali

“Nel nuovo Reich non può esserci più posto per la crudeltà verso gli animali”. Questa frase fu pronunciata da Adolf Hitler nel 1933.

Perché tutto ciò? Molti animalisti sono soliti citare le parole di Gandhi: “La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali”.

Ora, il sottoscritto è contrario ad idee totalitarie, ma nelle prossime righe vorrebbe esporre opinioni maturate dopo aver consultato documenti, riferimenti storici del passato e altri atti citati nelle enciclopedie.

Il massimo periodo legislativo per la salvaguardia degli animali fu tra il 1933 ed il 1936. In quegli anni il NSDAP vinse le elezioni ed Hitler venne nominato cancelliere. Nel 1934 Von Hindenburg, Presidente della Repubblica di Weimar, morì e, essendo il sul ruolo rimasto vacante, venne assunto da Hitler che si proclamò Führer della Grande Germania. Il Führer, in questi anni, assunse il potere legislativo grazie alle deleghe concesse dal Reichstag e, dopo aver messo fuori legge i partiti avversari, assunse de facto tutti e tre i poteri statali (legislativo, esecutivo e giudiziario).

Nel 1933 furono introdotte dai nazisti le prime leggi per la difesa dei diritti degli animali.
Il 25 novembre del 1933 fu pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del Reich la legge numero 132, titolata “Tierschutgesetz“, ovvero “Legge sulla protezione degli animali”.

La legge è suddivisa nelle seguenti sezioni: 1) Crudeltà contro gli animali; 2) Misure per la protezione degli animali; 3) Esperimenti sugli animali vivi; 4) Provvedimenti per le pene; 5) Conclusioni e disposizioni.

Nella legge, sostanzialmente, si individuavano vari reati soggetti a pene. Le più rilevanti riguardavano la tortura e il dolore inflitto agli animali, l’abbandono e la mancata cura degli animali domestici, la mancata disposizione per attuare l’anestesia (l’animale, durante l’operazione, non deve sentire alcun dolore), la vivisezione ed altri esperimenti lesivi della dignità dell’animale.

Queste contravvenzioni potevano comportare multe pecuniarie o reclusione fino a due anni.

Tutto ciò, ovviamente, seguì alla proibizione della vivisezione già emanata in Prussia  il 16 agosto 1933 per volere di Göring. Chi attuava questa pratica, addirittura, rischiava di finire nei campi di concentramento.

Il 3 luglio 1934 venne inoltre introdotta la legge sulla limitazione della caccia, che di fatto bandì quasi completamente tale pratica. Reazioni favorevoli di Himmler e Göring.

L’1 luglio 1935, infine, fu introdotta la legge sulla protezione della natura. In questo ambito furono implementante le aree protette e tutti i progetti da realizzare in prossimità di paesaggi ed altri belvederi dovevano essere approvati dal governo.

Nazisti, quindi, contro etnie a loro non gradite, ma amici degli animali. Del resto, Hitler nutriva un amore focoso per la sua cagnolina Blondi, superiore persino a quello che il Führer riponeva per la sua compagna Eva Braun.

E questo resterà strano, perché i nazisti, che odiavano “razze diverse da quella ariana”, si dimostravano invece protettori degli animali più di chiunque altro.

Manuel Di Pasquale

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