Siria: Tutti contro Assad, il dogma manipolatorio ha la meglio

 

Provincia di Idlib, Siria: nelle ultime ore si consuma nel web un’ennesima e selvaggia campagna anti-Assad, il presidente siriano è accusato da tutti i maggiori media internazionali e mondiali di essere il responsabile dell’attacco chimico che ha causato la morte di 72 persone, tra cui 20 bambini.
Sono stati diffusi, infatti, diversi video che riportano immagini strazianti: giovanissime vittime a terra, alcune vive ma sconvolte, una terribile e tremenda faccia della guerra, eppure tale orrore lo si vuol far pesare unicamente sulle spalle di Bashar al-Assad (come al solito), ma qualcosa non torna.
Innanzitutto analizziamo le fonti di queste notizie: la denuncia parte dall’Osservatorio siriano per i diritti umani e dai famosi Elmetti Bianchi; il primo è un organo d’informazione nato nel 2006 e diretto da Rami Abdel Rahman, storico oppositore di Assad, che ha sede in Inghilterra, ben lontano dunque dalle vicende belliche siriane.
I secondi, i tanto canonizzati Elmetti Bianchi, hanno palesato legami con gruppi terroristici, quali Al-Quaeda (clicca qui per essere indirizzato nell’articolo dove analizzo con precisione la vicenda).
Ne deriva pertanto un quadro confuso e frammentato, ma basta fare presente una cosa: la fragilità da cui derivano queste informazioni viene poi riportata dai quotidiani più diffusi e letti divenendo dogma inconfutabile, un ipse dixit vizioso.
Facciamo un esempio: se un uomo sapesse di essere l’unica fonte su cui si basano i più importati mezzi di trasmissione riguardo ad una questione, e quest’uomo fosse molto di parte sulla suddetta, ci si potrebbe fidare della sua parola?
La questione siriana funziona allo stesso modo, ed è ridicolo pensare che Erdogan oggi si faccia tanto promotore dei diritti umani appellandosi allo stesso Vladimir Putin con toni assai enfatici: «Raid inumano e inaccettabile, rischia di vanificare ogni negoziato».
Ma, tornando all’accusa iniziale, i conti non tornano anche per un’altra e verificata analisi:
Nel 2014 l’ONU affermava che le armi chimiche erano state completamente rimosse dal Paese, una verifica supervisionata sia dagli Stati Uniti che dalla Russia con la collaborazione del governo siriano.
Ed è stato constatato che unicamente i gruppi terroristici che operano nel territorio siriano abbiano fatto uso delle armi chimiche (tra cui il gas velenoso sarin).
Inoltre, per terminare, tiriamo le somme di quello che può essere un semplice ragionamento armato di buon senso: che motivo avrebbe avuto, Assad, ad utilizzare un espediente talmente brutale quando la Siria oltre a vivere ogni giorno sul filo di un rasoio non può assolutamente permettersi simili nefandezze che andrebbero, tra l’altro, ad offuscare i rapporti internazionali faticosamente ottenuti?
Che senso potrebbe mai avere un attacco effettivamente auto-lesionista?

Vanessa Combattelli

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