Totti confonde satira con bufale nello spot per la campagna della Boldrini.

Girovagando per Facebook ho avuto modo di vedere il video in cui Francesco Totti, leggenda calcistica e capitano della Roma, invita i suoi fans a firmare per la petizione “Basta Bufale” promossa da Laura Boldrini.

Il filmato in cui compare il calciatore lo vede intento a leggere titoli di quelle che molti, a mio dire, catalogano come bufale, ma per chi si intende della materia riesce a capire che si tratta di satira.

“Notizie”, comunque, difficilmente reperibili su internet (con le ricerche di Google non compaiono tra i risultati).

I titoli letti dal capitano giallorosso sono tre:
-“Totti confessa: sono laziale”;
-“La Blasi di nuovo incinta, parte il totonome: il figlio dovrebbe chiamarsi Chopen”;
-“Totti sul grande schermo: sarà James Bond nel nuovo 007”.

Per quanto riguarda la prima notizia, chiunque capirebbe al volo che si tratta di uno sfottò calcistico: Totti è da sempre romanista, ha sempre rifiutato trasferimenti in altri club e, soprattutto, non ha mai dichiarato interesse per la Lazio, anzi, ha sempre esternato la sua rivalità calcistica. Perciò, è il classico link che gira per strappare una risata ai lettori, come se Javier Zanetti dicesse di voler diventare presidente del Milan.

Il secondo, invece, è già un pezzo più forte, che si intromette nella vita privata, ma comunque fa riferimento al fatto che la coppia Totti-Blasi abbia già tre figli e una volta dichiararono di volerne almeno cinque. Poi, Chopen viene fuori dal fatto che i due sono soliti battezzare la loro prole con nomi non convenzionali (i figli di Totti si chiamano Cristian, Chanel e Isabel).

L’ultimo, infine, è un chiaro riferimento alla pubblicità del 10 e Lotto, in cui il capitano giallorosso interpreta numerosi sketch, da quello del mago fino a quello dell’agente segreto. Ecco, molto probabilmente è una battuta nata da due motivi: lo spot sopra citato e il fatto che David Beckham, ex calciatore, fu candidato per il ruolo da attore della spia inventata da Ian Fleming.

Tutto questo serve per chiarire la strana campagna promossa da Laura Boldrini: il suo appello è rivolto anche alla chiusura dei siti di satira? Chi ci dice qual è il confine tra satira e bufale? In futuro rischierebbe persino Lercio di essere catalogato come “fabbricatore di bufale”?

Una campagna che dopo questo video può essere ritenuta pericolosa, perché ricorda un po’ il “Ministero della Verità” citato in 1984. Per fare in modo che la gente non abbocchi alle bufale, bisogna insegnare loro a capire come difendersi, attraverso fact-checking manuali (una ricerca su internet non fa mai male a nessuno).

Quindi, come detto, sembrerebbe più una petizione lanciata dai potenti per mettere il bavaglio, perché chi decide cosa è vero o cosa è falso? Ciò lascia trasparire un grigiore che vorrebbe farci smettere persino di ridere.

Infine, anche un’opinione estremizzata potrebbe essere catalogata come “bufala”? Ripeto, per l’ultima volta: chi decide cosa deve circolare?

Manuel Di Pasquale

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