Ebrei contro filo-palestinesi: il 25 aprile divide anche loro.

Ogni anno, per il 25 aprile, vengono organizzati numerosi cortei.

Senza entrare nel merito della diatriba storico-politica, parliamo dei fatti di attualità.

Il 25 aprile, a Roma, vi saranno due cortei, perché vi sono due parti in contrasto. Penserete che da una parte vi siano quelli a favore della manifestazione mentre dall’altra quelli contrari: non è così.

Infatti, a Roma vi saranno due cortei perché due parti che dovrebbero unirsi per celebrare questa manifestazione sono in contrasto tra di loro, per la questione Palestina contro Israele. Certo, perché da un lato avremo i sostenitori della Palestina e dall’altro gli ebrei.

Tutto nacque in seguito ad alcuni scontri e battibecchi dell’anno scorso, quando rappresentanti della brigata ebraica vennero cacciati dal corteo per la loro bandiera al cui centro vi è apposta una stella di David. I pro-Palestina, vedendo quello stendardo, avevano pensato che fosse una bandiera israeliana, perciò hanno inveito prorompentemente verso gli ebrei.

Quest’ultimi organizzeranno una loro manifestazione poiché, oltre a questo smacco, secondo le loro dichiarazioni, non vogliono sfilare con chi sostiene uno Stato che faceva affari con Hitler e, in più, a loro detta, l’Anpi non rappresenterebbe più nulla, se non un elemento di divisione.

Tralasciando la prima parte del contenuto delle loro dichiarazioni (ho scritto nell’incipit che non sarei entrato nel merito storico-politico) ma sulla questione Anpi si può dar ragione: basti pensare alla loro pagina Facebook, dove predicano l’antifascismo ma poi ti bloccano se chiedi informazioni anche sulla controparte, per avere una visione di quel periodo a 360 gradi, non semplicemente parziale come molti vorrebbero che venisse studiata. Sembrerà banale scriverlo, ma l’antifascismo 2.0 funziona così: il confronto non esiste, o la pensi come loro oppure ti bloccano, ti segnalano o non ti rivolgono nemmeno più un saluto (esperienze capitate al sottoscritto). Eppure, questi, sono i primi a puntare il dito contro i “seminatori d’odio”, ma non scendono a compromessi, anzi, ti catalogano come feccia se non sei allineato su tutta la linea.

Detto ciò, anno dopo anno il 25 aprile divide sempre di più la gente comune e non unisce come le altre feste. Forse sarebbe meglio abrogare questa ricorrenza e tornare a celebrare il 4 novembre, giorno che, anche non essendo più festa nazionale, unisce tutti sotto un’unica bandiera: il tricolore.

Manuel Di Pasquale

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *