Macron, denaro e finanza: l’anti-popolo per eccellenza

Se fino a sei mesi fa la Clinton faceva da porta bandiera per gli ambienti radical chic ed estremamente anti-xenoqualcosa, adesso è Emmanuel Macron, quarantenne pulito e di bell’aspetto, a rappresentare per le medesime stanze un riscatto dalla vittoria definita “populista”.
Verrebbe da dirsi che il candidato all’Eliseo rappresenti un ambiguo eppur vero trinomio: Macron, denaro e finanza.
Effettivamente il Trodeau francese è appoggiato da tutti i media che, con la classica puntualità, hanno incorniciato la sua corsa elettorale con una strabiliante e commovente storia d’amore: l’alunno che sposa la sua professoressa, guai a farci un po’ di ironia sopra, ma gli stessi che difendono a spada tratta questa romantica unione proprio due giorni fa apostrofavano Melania Trump con termini ben poco carini, insomma “love is love” sì, ma solo quando è il “love” che vogliono loro.
Ma diciamoci la verità, chi è Macron?
Tanti nemici, quelli che stanno a cuore alla destra: un anti identità nazionale ergo anti nazionalismi, anti frontiere e sincero sostenitore dell’emigrazione di massa, disegna la sua Francia fedelmente a come la vuole la grande finanza: ben lontana dalle vere esigenze del popolo ma vicina agli interessi di quelli che fanno comodo.
Riportiamo inoltre una sua dichiarazione: “Non esiste una cultura francese, esiste una cultura di Francia, è diversa, molteplice.”
Alain Finkielkraut, opinionista e giornalista francese, ha ben scosso la testa dopo queste parole:“Tra francese e Francia vi è la differenza tra nazione e società multiculturale.”
Non è difficile immaginare i propositi di Macron, un anti-francese candidato alla presidenza della Francia, sembra un paradosso ma è così.
Anche Antonio Socci, giornalista italiano e cattolico, ha espresso la sua opinione in merito, secondo lui Emmanuel Macron desidera non più nazioni ma  “meri spazi geografici che sono uniti solo da una moneta unica e dalle direttive di Bruxelles.”
Non dimentichiamo il potere della cultura, basti pensare che la nostra Italia per secoli è stata culturalmente unita, prima che ci fosse un vero e proprio corpo geopolitico gli Italiani avevano già un sentire popolare.
Ebbene, se gli americani sono stati in grado di dire no all’establishment, adesso vengano messi alla prova i francesi.

Vanessa Combattelli

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *