Renzi di nuovo in sella. Gli “anti-renziani” cosa faranno ? Di William Grandonico

Nella serata di Domenica 30 Aprile, il Partito Democratico, ormai senza guida ufficiale, ha riconsegnato la poltrona di segretario all’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Con le ormai famosissime primarie, quasi 2 milioni di elettori italiani, si sono recati nei gazebi PD per dare il loro sostegno a uno dei candidati tra Renzi, Orlando ed Emiliano. Con quasi il 70% delle preferenze, Matteo Renzi, viene riconfermato segretario del PD. Il candidato che avrebbe voluto riportare un nuovo vento di sinistra all’interno del Partito Democratico, ex ministro del governo Renzi, ha concluso la partita con un ottimo 20%, ma a quanto pare, molto lontano dal riconfermato Matteo. Intanto, Michele Emiliano, Presidente della regione Puglia, insegue con un 10%.

Dopo la giornata di ieri, i tre sfidanti si contattano e si complimentano per la campagna elettorale, ma senza, ovviamente, lanciarsi qualche “occhiataccia” e chiedere un incontro con il nuovo segretario. Infatti, Michele Emiliano parte all’attacco, conferma di voler organizzarsi in una terza corrente all’interno del partito e non fare sconti a nessuno. Intanto, il Ministro della Giustizia Orlando è già pronto per la campagna elettorale e ai media dichiara di essere stato al telefono con Matteo e conferma “ora insieme per battere la peggior destra”.

Un PD che dovrà andare verso un unico obiettivo, quello di presentarsi unito alle prossime elezioni e andare unito verso una legge elettorale condivisibile anche con il centrodestra, sicuri che non ci sarà un passo indietro da parte del Presidente Sergio Mattarella, che come ha sempre confermato, non sarà pronto a lasciare il paese in mano all’ingovernabilità. Un capitolo che si appresta a chiudersi, anche quello del Premier Gentiloni che vede avvicinarsi le lettere del “Paolo stai sereno…”.

Tornando al discorso delle primarie e analizzando i dati sull’affluenza, vediamo un PD sempre verso il declino più totale. Negli scorsi anni, si erano raggiunti picchi di 4 milioni elettori con l’elezione di Prodi, 3.5 milioni con quella di Veltroni, 3 milioni per Bersani segretario, fino a quasi 2 milioni oggi. Un lento declino che va dal 2005 a oggi. Un PD che si avvicina quasi a 400.000 iscritti e che va verso una lenta discesa, soprattutto nelle terre rosse dove i tesserati scendono al di sotto dei 37.000 iscritti (Emilia Romagna).

Siamo vicini a una futura implosione del Partito Democratico. Ormai ci siamo abituati, tra loro non corre buon sangue. Tra le minoranze che hanno deciso di scindersi e scappare via e per quelli che ancora lottano nel partito di governo, è ora di prendere decisioni concrete. Il segretario Matteo è come il lupo, può perdere il pelo, ma non il vizio, e cari compagni, è nato democristiano e così morirà. ARRENDETEVI !

 

William Grandonico

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