Stop ai corridoi umanitari gestiti dalle ONG: i privati facciano i privati.

Basta privati, ora gli Stati si mettano in moto. Con questa frase potremmo riassumere gli ultimi avvicendamenti che coinvolgono l’Unione Europea, i suoi Stati membri e le ONG.

L’UE chiede che entro 30 giorni gli Stati “inattivi” si adoperino per richiedere e accogliere profughi in eccesso che ora sono in Italia e Grecia, in modo da redistribuire in modo omogeneo i richiedenti asilo tra i paesi membri per aiutare le nazioni che gestiscono troppi immigrati, per evitare il collasso interno.

La Commissione Difesa del Senato Italiano fa sapere che arriveranno nuove regole per le ONG. Il primo punto riguarderà la trasparenza: le ONG dovranno mostrare allo Stato tutto ciò che verrà chiesto loro di far esaminare, per vedere se non hanno nulla da nascondere. Secondo punto: le navi di salvataggio private dovranno seguire gli ordini della Marina e non il contrario, visto che nel 90% dei casi le ONG scavalcano le decisioni statali.

Tutto questo servirà, soprattutto, ad evitare che siano proprio le ONG a creare corridoi umanitari, che in teoria dovrebbero nascere dalla collaborazione tra Stati.

Questo, perché, bisogna evitare che ci sia chi, mosso da finto eroismo, faccia attività per mero profitto, come spesso accade, a causa di possibili contatti tra alcune organizzazioni umanitarie e associazioni a delinquere, visto che vige l’equazione +migranti = +finanziamenti.

Manuel Di Pasquale

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