Stipendi che gli italiani non possono accettare.

Ogni volta, con la solita retorica spicciola, molti radical chic e personaggi pubblici legati al mondo ultra-immigrazionista ci ripetono a pappardella il classico slogan: “i migranti fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare”.

Per dare forza alla loro tesi, richiamano sempre alla raccolta degli ortaggi. Lavoro che molto spesso viene retribuito con cifre esigue, dai 2 ai 3 euro ad ora, con paghe richiamanti lo schiavismo. Quindi, una giornata da raccoglitore ortofrutticolo viene pagata al massimo 25€ e, spesso e volentieri, in nero.

Molti extracomunitari, ragionando con i prezzi dei loro paesi, accettano queste proposte, senza ricevere diritti basilari. Questo fenomeno, ovviamente, va ad alimentare lo sfruttamento ossessivo della forza lavoro.

Ecco: perché un italiano rifiuta lavori del genere? Perché lavorare 10 ore per soli 25€ è indegno. Contando 6 giorni lavorativi, sono 60 ore (quando il massimo dovrebbero essere 40) settimanali per soli 150€, quindi 600€ al mese per ben 240 ore di lavoro mensili.

Adesso, quale padre o madre di famiglia accetterebbe una simile umiliazione? Con quella cifra è impossibile campare dignitosamente, tutto questo dopo essersi rotti la schiena dopo tantissime ore di lavoro.

Molti italiani lavorano asfaltando strade sotto il sole cocente, nelle gallerie al buio e vicino alti forni. Per questi lavori, però, esistono diritti, contratti, salari minimi garantiti che permettono di portare il pane sulla tavola in maniera più che egregia.

La conclusione è che non esistono lavori che gli italiani non vogliono più fare, ma semplicemente esistono stipendi che non possono accettare.

Manuel Di Pasquale

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *