Analisi sulle elezioni: Federico Carboni risponde alle nostre domande.

Nelle righe che seguono vi è l’intervista rilasciata da Federico Carboni, dirigente provinciale di FdI-AN Teramo, a Manuel Di Pasquale.

 

Possiamo dirlo: grande affermazione del centrodestra?
Sì, veramente uno straordinario risultato, inaspettato ma fortemente voluto dalla coalizione e dai candidati che sono stati scelti con intelligenza. La gente ha sentito propria la nostra proposta, stufa del Partito Democratico, ormai sempre più ad appannaggio di Renzi, e dell’inconsistenza politica del Movimento 5 Stelle.

L’affluenza si è confermata molto bassa?
Sì, è vero, risulta difficile negare che ci sia disaffezione nei confronti della politica ma bisogna fare anche altre valutazioni: tralasciando il periodo che non è favorevole bisogna anche dire che l’affluenza del 46% è in linea con la Francia per esempio o con gli USA, nei cui Paesi però si narra di trionfi elettorali di chissà quali portate. I distacchi non sono così diversi.

Cosa suggeriscono queste elezioni?
Al centrodestra di continuare a lavorare sul percorso unitario che si è intrapreso, senza però assopirsi sulle posizioni deboli e troppo liberali di Forza Italia. Oggi la nazione ha bisogno di azioni forti a tutela delle famiglie e dei lavoratori, ha bisogno di risposte sull’immigrazione e sul futuro dei suoi giovani. Solo così si potrà essere compatti e correre insieme verso la conquista del governo centrale.

Il crollo del PD è evidente?
Lo dicevo poco fa. Sono arrivati secondi in tutti i ballottaggi importanti per poi perderli quasi tutti con casi eclatanti come nella rossa Genova ed a Sesto San Giovanni, la Stalingrado d’Italia. Il movimento Cinque Stelle che dopo i fasti di Roma e Torino sembrava dovesse conquistare il mondo, invece, si è sciolto come neve al sole ma d’altra parte era un risultato prevedibile, probabilmente gli italiani non hanno voluto replicare i modelli fallimentari della Raggi e della Appendino.

È vero che i grillini virano a destra?
Allora, bisogna essere intelligenti nell’analizzare il loro fenomeno: i Cinque Stelle hanno una base militante di attivisti a maggioranza proveniente dalla sinistra moderata e radicale a partire dal comico Beppe Grillo, lo hanno dimostrato sui temi di interesse nazionale dove hanno sempre dialogato con il PD votando anche le loro riforme per esempio in tema di immigrazione e di unioni civili. Discorso diverso per gli elettori che sono in gran parte contigui al centrodestra. Molti di questi però stanno tornando ad avere fiducia nella nostra area. La loro dunque è una composizione contraddittoria che fa dei Cinque Stelle una realtà politicamente instabile. Un’ambiguità inizialmente sfruttata come punto di forza semplicemente per drenare quanti più voti anche con la complicità di una legge elettorale, riflettendo su scala nazionale, che li favoriva e mi riferisco al porcellum. Fu una scelta geniale quella di Casaleggio il quale puntò tutto sul simbolo, un’autentica operazione ‘commerciale’ che gli diede ragione. Il sistema preferenziale, che mi auguro possa tornare in auge, li metterebbe in forte difficoltà per vari motivi.

I partiti quindi hanno ancora un senso?
È chiaro, destra e sinistra contano ed esistono ancora. È inutile che si continua a parlare di fine delle idee e dei luoghi comuni più celebri come ‘tanto è tutto uguale’ oppure ‘i partiti sono finiti’. Non sono stati i partiti il problema ma forse qualcuno che non li ha rappresentati dignitosamente, portando i giovani ad un sentimento di disaffezione e disinteresse. Quindi l’invito è quello di darsi da fare, interessarsi ed avere una militanza attiva e partecipe a prescindere dalle idee.

In chiusura: anche l’Abruzzo torna nelle mani del centrodestra?
Sostanzialmente si, mi concentro personalmente sul capolavoro di Pierluigi Biondi che ha rimontato e portato a casa il risultato. Tornare ad avere un ruolo di forza nel capoluogo regionale era importante. È un successo anche di Fratelli d’Italia e di Giorgia Meloni che insieme ai coordinatori regionali del partito Morra e Sigismondi avevano creduto in Biondi. A margine ma non per importanza mi complimento con Angelo Di Nardo che ha avuto un risultato dignitoso ad Ortona e sicuramente farà bene in opposizione, è un giovane e potrà continuare ad avere un ruolo determinante. Penso anche a Tortoreto, in provincia di Teramo, dove il nostro partito ha eletto un consigliere portando un contributo rilevante alla vittoria di Domenico Piccioni.

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