Pescara e provincia, ancora profughi. Attesi 1114 migranti.

“Continua il business dei presunti profughi su Pescara e provincia: 1.114 quelli che a giorni dovranno essere sistemati in alberghi o strutture che hanno dato la propria disponibilità e che a oggi ignoriamo, non sappiamo dove andranno, quanti saranno realmente, come verranno sistemati, una roulette russa che prenderà il via domani alle 10 quando in Prefettura si apriranno le buste per conoscere i nomi degli Enti e delle Organizzazioni che si sono candidate. Parliamo di una procedura che, ancora una volta, costerà agli italiani altri 23milioni 783mila euro per coprire 305 giorni di ospitalità. Ovviamente domani presidieremo le operazioni di valutazione per capire dove si intendono dirottare le 1.114 unità sul nostro territorio, pronti a opporci a una ulteriore penalizzazione di comuni come Montesilvano, già alle prese con una seria problematica sociale, ma anche all’invasione dei piccoli centri, che non hanno neanche le risorse necessarie per coprire, sotto il profilo dell’ordine pubblico, una tale operazione scellerata, che nulla ha a che fare con la presunta solidarietà, ma che piuttosto sembra andare ad alimentare un mercato su cui va fatta chiarezza”. Lo ha annunciato il Capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri.

“Domani, venerdì 30 giugno – ha ricordato il Capogruppo Sospiri – si chiuderà una procedura iniziata lo scorso gennaio e che, di proroga in proroga, è slittata quasi di sei mesi, per subire ora un’accelerazione, evidentemente anche sotto la spinta della ripresa di migliaia e migliaia di sbarchi sulle nostre coste. Il Governo ha la necessità di delocalizzare su tutto il Paese le migliaia di presunti immigrati in arrivo, persone che, con tutta l’umana comprensione, per la maggior parte non scappano da luoghi di guerra, ma dalla povertà, per finire in Italia dove non ci sono mezzi per accoglierli tutti. Men che meno ci sono in Abruzzo, la regione martoriata dal terremoto del 2009 e dalle scosse dello scorso anno che hanno seriamente pregiudicato non solo l’aquilano, ma anche diversi comuni del teramano, dove tanti cittadini sono ancora oggi costretti a vivere in albergo, senza dimenticare la devastazione causata nella provincia di Pescara dall’emergenza maltempo dello scorso inverno, con i morti di Farindola. Tanti sindaci lo hanno urlato lo scorso febbraio, quando hanno ricevuto dalla Prefettura la richiesta di adesione al programma dello Sprar, ovvero rendendosi spontaneamente disponibili ad accogliere sul proprio territorio e a farsi carico della gestione di presunti immigrati. Fatta eccezione per il sindaco di Montesilvano che ha aderito, scatenando peraltro la rabbia dei tanti cittadini e imprenditori turistici già oggi costretti a subire l’emergenza sociale dei presunti immigrati ospitati negli alberghi della riviera o dei quartieri più residenziali, tanti sindaci hanno negato la propria adesione, spiegando chiaramente che tale disponibilità presupponeva la predisposizione di una macchina della sicurezza e dell’ordine pubblico, quindi di controllo del territorio, per il quale oggi i Comuni non hanno risorse né copertura. La Prefettura è però andata avanti per la propria strada e domani si apriranno le buste per garantire l’accoglienza di 1.114 presunti immigrati solo su Pescara e la sua provincia, 1.114 unità di cui non sappiamo alcunché: non sappiamo chi sono, da dove vengono, se sono in aggiunta a quelli già oggi presenti sul territorio o se si tratta di una ‘ridistribuzione’ territoriale di coloro che già sono in qualche modo ‘censitiì. E i numeri sono impressionanti: il bando parla di un business pari a 23milioni 783mila 900 euro, ovvero chi gestirà l’accoglienza, Ente pubblico o struttura privata, percepirà 35 euro al giorno, più Iva, per ciascun presunto profugo accolto, partendo da un minimo di 5 unità. I contratti stipulati scadranno il 31 dicembre 2017, ma con la possibilità di proroga per un anno, e infatti la somma stanziata coprirà 305 giorni di accoglienza. Ovviamente – ha proseguito il Capogruppo Sospiri – esprimiamo il nostro assoluto dissenso per un’operazione che nulla ha a che fare con la solidarietà, che pregiudica esclusivamente la sicurezza del nostro territorio, e che sta semplicemente arricchendo e alimentando un mercato su cui altre Istituzioni dovrebbero fare chiarezza. L’ennesimo bando che domani giungerà a scadenza è l’ennesimo esempio di assenza di una politica regionale capace di far valere le ragioni del territorio e la tutela dei cittadini, responsabilità esclusiva del Presidente D’Alfonso e dell’assessore Sclocco. Domani saremo in Prefettura per capire, finalmente, dove si intendono collocare i 1.114 presunti profughi e quando arriveranno. Siamo pronti ad alzare le barricate: non permetteremo l’ulteriore invasione di Montesilvano che, seppur ha aderito al programma Sprar, non è immune da ulteriori accessi disposti dalla Prefettura. Allo stesso modo difendiamo i piccoli comuni che rischiano di ritrovarsi abbandonati non solo nell’emergenza scuole o viabilità, devastate da sisma e maltempo, ma anche con l’emergenza immigrati che non permetteremo e ovunque siamo mobilitati per l’apertura di presidi”.

 

Redazione.

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