Dopo le fake news della CNN, ancora zero prove riguardo al “Russiagate”.

Sono oramai mesi che sentiamo parlare di Russiagate.

Mesi e mesi di chiacchiere ed al momento nemmeno uno straccio di prova.

Cosa sarebbe questo Russiagate? Secondo una fazione statunitense, quella democratica, alcuni hacker russi avrebbero rubato dei documenti riguardanti Hillary Clinton e li avrebbero consegnati a Wikileaks, per far sì che con lo scandalo che si sarebbe generato Donald Trump avrebbe potuto vincere a mani basse. Per altri, invece, il team del newyorkese avrebbe accettato dei finanziamenti per la propaganda dai russi affinché, una volta eletto, Trump potesse eliminare le sanzioni.

Dopo tutti questi mesi che ci tartassano con questo fantomatico Russiagate, non è ancora emersa alcuna prova.

La CNN, emittente televisiva dichiaratamente liberal, cerca di affossare Trump in tutti i modi, ma al momento ne sta uscendo sconfitta, tanto da essere diventata bersaglio di un tweet goliardico da parte del tycoon.

In più, alcuni giornalisti della CNN si erano detti in possesso di scoop e materiale incriminante nei confronti del Potus, quando in realtà era tutto roba falsa. Da ciò, i tre giornalisti, Thomas Frank, Lex Harris e  il premio Pulitzer 2006 Eric Lichtblau, sono stati obbligati alle dimissioni per aver creato ad hoc una vera e propria fake news.

Sappiamo che da mesi ai democratici americani la vittoria di Trump non è andata giù, ma questi, che si fanno nominare democratici, per puro spirito democratico dovrebbero mettersi l’anima in pace e far lavorare il loro presidente eletto nel modo più tranquillo.

Trump ha di sicuro fatto qualche errore nel suo primo anno di presidenza, ma è veramente ridicolo che i principali media federali cerchino subito una scintilla per far scattare l’impeachment, inventando tutto ad arte e quindi sfociando nella più mera e becera diffamazione.

Manuel Di Pasquale

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