Silvio, da che parte stai?

di Manuel Di Pasquale.

Gli ultimi movimenti politici del Cavaliere sembrano per lo più mosse da calciomercato. Sonda il terreno un po’ ovunque, con più scelte: nel caso in cui una non dovesse andare in porto, c’è un’alternativa pronta.

Dopo aver venduto il Milan, Berlusconi si è concentrato esclusivamente sulla politica, tentando il tutto per tutto per far risalire il suo partito, che al momento non è più la prima forza del centro-destra, sorpassato dalla Lega Nord in rapida ascesa.

Il centro-destra rimane spaccato, anche se alle amministrative ha dimostrato di essere la coalizione più forte del paese, specialmente nelle grandi città. Il trascinatore in questa impresa, però, pare essere Matteo Salvini, ritenuto adesso il principale volto della destra odierna.

Per i sondaggi LN, FI e FdI, insieme, costituirebbero il 34% delle preferenze nazionali, davanti al M5S e al PD.

Per le elezioni politiche dovremmo aspettare sicuramente il 2018, ma in questi mesi assistiamo ad una campagna elettorale continua, visto che i partiti vogliono farsi trovare pronti alla prossima chiamata alle urne.

I rumours politici danno l’impressione che Silvio voglia allontanarsi da Salvini e Meloni.

Il primo dubbio venne a galla quando espresse il volere di costituire una possibile alleanza con il PD: in quel caso non era chiaro se si parlasse di legge elettorale o di formazione di un eventuale esecutivo. Il Cav, successivamente, tramite un comunicato, si espresse: parlava di alleanza per trascrivere la legge elettorale.

Dubbio, però, mai risolto: Berlusconi ha proposto vari nomi per chi dovesse essere il leader del centro-destra, ignorando le voci di chi chiede le primarie. Un nome veramente ambiguo tirato in ballo fu quello di Sergio Marchionne, aspramente contestato da Salvini e Meloni, che dimostra il solito binomio imprenditore-politico attuata dai forzisti.

Adesso, il Cavaliere cerca l’alleanza con le forze di centro: si prepara ad accogliere a braccia aperte i figlioli prodighi che erano emigrati prima in NCD e poi in AP. Le dimissioni del ministro Costa hanno fatto sorridere Berlusconi e ridato a lui uno scatto d’orgoglio, volendo a tutti i costi riprendersi quei parlamentari dissidenti che seguirono Alfano. Queste mosse, però, non vanno giù agli elettori degli altri due grandi partiti di centro-destra: Lega Nord e Fratelli d’Italia.

Berlusconi crede di essere ancora il principale volto del centro-destra, ma i sondaggi parlano chiaro: Salvini è avanti (e di parecchio) rispetto al Cavaliere. Quest’ultimo, poi, per apprezzamento, è stato raggiunto dalla Meloni. Le giravolte del miliardario gli stanno costando parecchio, non in termini economici, ma in termini politici, anche a causa della sua estromissione da una possibile candidatura causata da una condanna pendente a suo carico. La scelta giusta, in questo caso, sarebbe quella di farsi da parte, considerata anche l’età avanzata di Berlusconi.

Al momento, la legge elettorale in stile tedesco è saltata, lasciando come sistema elettorale in vigore quello stabilito dalla Consulta a gennaio. Legge che rende difficilissimo formare un esecutivo stabile. Le continue mosse di Berlusconi sembrano mettere zizzania nel centro-destra, visto che quella che era una possibile alleanza tra LN, FI e FdI dovrebbe arrivare al tramonto, lasciando LN e FdI congiunti in solitaria. Senza FI, si parla di un’alleanza tra il 20% ed il 25% dei consensi.

Altro punto cardine che ha fatto storcere il naso ai sovranisti è il voto favorevole di FI sul CETA, che ha irritato Salvini, e non poco.

Le mosse di Berlusconi stanno mettendo zizzania persino tra i leghisti, visto che Berlusconi predilige Zaia e Maroni a Salvini. Questa tattica sembra una presa di posizione atta a distruggere un alleato più forte, per riprendere la leadership azzurra, ma la cosa gli si è rivolta contro: Forza Italia non riesce più ad avanzare e il distacco con la Lega, quest’ultima che adesso dovrebbe far da traino, si vede fortemente.

Questo duro gioco ci porta ad una conclusione: Silvio, da che parte stai?

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