134 anni, così che Mussolini viene ancora ricordato da tutti.

Di William Grandonico.

Benito Mussolini, il ricordo che continua a vivere nel cuore degli italiani.

Benito Andrea Amilcare Mussolini (29 Luglio 1883 – 28 Aprile 1945) questo è il nome che il padre, Alessandro, uomo umile, che per guadagnare lavorava il ferro, aveva deciso di dare al futuro capo del governo italiano. La mamma, maestra di scuola elementare, cattolica praticante, si chiamava Rosa Maltoni, la stessa che decise, contrariamente al pensiero del padre, di battezzare il figlio Benito.

Nato a Predappio, in via Varano Costa, nella casa ormai inglobata dal paese, ma che è possibile visitare tutt’oggi, Mussolini, iniziò a muovere i primi passi. Già dalla nascita e dai primi tempi, il futuro Duce d’Italia, iniziò a far vedere un piccolo sentimento rivoluzionario nel suo essere. Dopo un’adolescenza tormentata, tra punizioni da parte dei docenti delle scuole e soprattutto dai Salesiani, scuola in cui la madre Rosa, mandò il figlio per approfittare della qualità ottima dell’istruzione, Mussolini decise di iscriversi al Partito Socialista Italiano. Influenzato dal padre, iniziò a impegnarsi nella militanza politica, con vari dibattiti pubblici e comizi. Trasferitosi in Svizzera per sfuggire alla leva militare obbligatoria, cominciò con la professione di giornalista e collaborò con la testata socialista L’Avvenire del Lavoratore. Rientrato in Italia, Mussolini cominciò a collaborare con il Partito Socialista Italiano, fino al 1912, quando gli fu offerto un posto nella direzione del giornale socialista LAvanti!                       Dopo le varie questioni riguardo l’interventismo e il non interventismo nella prima guerra mondiale, Mussolini, notò grandi problemi tra le fila dei socialisti e rassegnò le proprie dimissioni dal giornale in cui lavorava come direttore.

Subito dopo, con l’ausilio di alcuni industriali, il futuro Duce, riuscì a costituire un nuovo giornale, Il Popolo d’Italia, contrario all’idea socialista, che lo indirizzò verso l’espulsione dal partito. Nel 1919 Mussolini, a Milano, in piazza San Sepolcro fondò i fasci italiani di combattimento. Questo fu l’inizio dell’esperienza fascista e poi, con il 28 Ottobre 1922 (marcia su Roma), il famoso ventennio fascista, di prosperità e ricchezza culturale, morale e spirituale, che l’Italia e il popolo italiano vissero fino al 1943, anno in cui Mussolini cadde dalla carica di Capo del Governo.

Ancora oggi, l’idea del Duce d’Italia e del ritorno di un nuovo Mussolini, riaccende le speranze e torna a far battere i cuori di tanti italiani. Quei cittadini che traditi da una politica scarsa e senza idee, spenta di valori e principi, vorrebbero tornare a vedere un’Italia ricca e prospera di valori. In questi giorni si parla tanto di fascismo, apologia del fascismo, nostalgia fascista e chi più ne ha più ne metta.

Fa sorridere quando una donna, ausiliaria del Saf, in un articolo riportato dal Corriere del Veneto, fa trasparire tutta la sua voglia di morire nella villa di Mussolini, la casa che si trova a San Martino in Strada, frazione di Forlì e che porta il nome di villa Carpena. Luogo, che a suo dire le fa riaffiorare tanti ricordi e che da 17 anni a questa parte custodisce gelosamente nel suo cuore.

Fa sorridere in un altro senso, che in Parlamento vengano discussi provvedimenti in merito alla vendita vietata di Gadget fascisti o gruppi o post fascisti sui social network. Addirittura, fa sorridere che in un aula del Parlamento si parli di uno stabilimento balneare che a detta di alcuni esponenti del PD possa riportare al fascismo, solo perché il proprietario chieda che vengano rispettati l’ordine e la disciplina nel suo locale.

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