Non chiamateli indipendenti: gruppi studenteschi e universitari con numerosi aiutanti alle spalle.

di Manuel Di Pasquale.

Chi frequenta le scuole superiori e le università lo sa bene: le elezioni dei rappresentanti nei vari organi sono così accese da sembrare quelle politiche.

Per far colpo sugli studenti, molti usano la classica frase: siamo indipendenti, autonomi, lontani da altre realtà.

È cosa risaputa che vi siano associazioni legate a partiti che non hanno mai rinnegato la loro natura: Studenti Per Le Libertà, ad esempio, è il movimento universitario di Forza Italia; Giovani Padani della Lega Nord è attivo sia nelle scuole, sia fuori dalle scuole, sia nelle università; Azione Universitaria, un tempo, era legata ad Alleanza Nazionale e per un breve periodo al Popolo delle Libertà, per poi trovare una propria dimensione svincolata; Blocco Studentesco, movimento giovanile di CasaPound Italia presente nelle scuole e in alcune università.

Ecco, facciamo una riflessione su questo: i movimenti studenteschi ed universitari di destra non hanno mai nascosto la loro identità partitica.

D’altro canto, invece, abbiamo una infinità di collettivi giovanili di sinistra che tendono a marcare a tutti i costi una loro presunta autonomia: questo è il caso dell’Unione degli Universitari.

In molte università questa rete studentesca fa leva proprio sul fatto dell’indipendenza, per mettersi in contrapposizione dai vari gruppi politicamente schierati.

Unione degli Universitari, a volte, si maschera sotto falso nome, proprio per nascondere questo legame ad altri movimenti.

Intanto, vediamo dove è presente l’UdU (dati presi dal loro sito): Pavia, Milano, Brescia, Verona, Padova, Trento, Venezia, Parma, Modena, Forlì, Ferrara, Firenze, Pisa, Ancona, Macerata, Perugia, Roma, Teramo, L’Aquila, Chieti, Pescara, Napoli, Caserta, Salerno, Catanzaro, Cagliari, Sassari, Potenza, Messina, Palermo e Catania.

Sembrerà banale, ma è necessario mettere l’elenco di tutte le università, perché alcune tendono proprio a nascondere questo legame, ad esempio a Macerata, dove si chiama “Officina Universitaria”,

o a Chieti e Pescara, dove si chiama “Associazione 360°”. Proprio quest’ultima, sui suoi canali, dichiara di essere un’associazione indipendente.

 

 

Perciò, troviamo il primo legame, ed è quello di cui molti hanno sospettato senza approfondire: la CGIL.

Per scoprire un legame più che collaborativo tra UdU e CGIL, bisogna fare un procedimento più semplice di quello che si crede: sfogliare il Bilancio Gestionale 2015 del noto sindacato dei lavoratori.

Nel capitolo “Attività ed iniziative esterne”, è possibile leggere la rubrichetta “I giovani e la CGIL” e, da qui, leggere le iniziative: “Ventennale Udu”, “Assemblea nazionale Rete degli Studenti Medi” (Rete degli Studenti Medi è l’estensione scolastica dell’UdU), “Campeggio studentesco Revolution Camp” e “Congresso nazionale UdU”.

La parte di documento dove è possibile leggere sul rapporto tra UdU e CGIL (pagg. 9-10 Bilancio CGIL 2015)

Adesso, sappiamo che queste attività dell’UdU hanno avuto il benestare del noto sindacato. Dalla voce Unione degli Universitari di Wikipedia tra le tante cose, troviamo scritto “L’UdU, in quanto sindacato studentesco, ha un rapporto di collaborazione politica e un patto di lavoro con il sindacato dei lavoratori della CGIL e promuove con questo sindacato eventi e manifestazioni”. Nulla di nuovo, quindi. Però, se quelle attività sono state inserite nel bilancio, più di un dubbio salta all’occhio e, essendo la CGIL uno dei sindacati più ricchi d’Italia, sorge l’interrogativo sulla natura economica.

Oltre alla CGIL, troviamo il secondo legame: l’Arcigay.

In tempi non lontani parlai del rapporto tra Arcigay e Open Society Foundations, visto che la seconda finanzia diverse attività della prima.

La coincidenza vera è questa: l’UdU condivide alcune battaglie dell’Arcigay pagate con i fondi della OSF. Potrà sembrare becero complottismo, ma è così: l’Unione degli Universitari ha accettato e collaborato per quelle attività attuate col fondo “OSIFE”, dal quale la OSF ha destinato all’Arcigay circa 75.000€ nel solo 2016. Ovviamente, non dico che al coordinamento studentesco siano arrivati soldi, ma di sicuro materiali pronti per diffondere e sponsorizzare gli eventi, come ad esempio quello del 17 maggio. In più, l’UdU ha profittato del video promozionale dell’Arcigay sui candidati LGBT per le elezioni del rinnovo del CNSU di maggio 2016.

 

Infine, terzo collegamento: perché l’UdU condivide i post di Sinistra Italiana?

 

In tutta questa storia non vi è nulla di illegale, ma di un qualcosa che riflette sulla morale: perché alcuni gruppi insistono sul voler apparire a tutti i costi indipendenti? È meglio mostrare un legame concreto piuttosto che inventare fandonie, poiché spesso queste vengono a galla, se vi è volontà. Così come per quelle associazioni che si mettono sotto altro nome ma poi sono sempre nello stesso contenitore: la maschera può cadere e mostrare a noi la realtà. Perciò, quando qualcuno di questi signori, appartenente a questa rete vi dirà di non collaborare con nessuno, fate capire loro che dietro vi sono numerosi sponsor che, anche se non forniscono contributi salariali, aiutano in altra maniera.

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