Belgio, i nostri migranti lavoravano.

Di William Grandonico.
I nostri migranti diversi da tutti. In Belgio lavoravano e stavano zitti. Boldrini e Mattarella hanno perso l’opportunità per tacere.

Il rogo nella miniera di carbone belga in cui l’8 agosto 1956 morirono 262 minatori (tra cui 136 italiani), è diventato il simbolo che ha unito  tanti migranti italiani. Dal 2001 quella triste giornata è stata dichiarata ‘Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo’ e nel 2005 i minatori italiani bruciati nelle viscere della Vallonia sono stati insigniti della Medaglia d’Oro al Valore Civile.
Questo ci dovrebbe far riflettere e dovrebbe aiutare a capire ai tanti buonisti italiani tra cui Boldrini e Mattarella che non può esistere nessuna connessione logica tra chi, oggi, viene in Italia o in Europa, e chi, molti anni fa, viveva in tuguri e baracche in legno. Erano persone che per portare a casa un piccolo tozzo di pane dovevano lavorare a più di 200 metri di profondità, senza nessun dispositivo di protezione individuale, asfissiati dal carbone e senza un goccio di acqua. Gente che doveva calarsi in cunicoli di profondità infinita, alti meno di un metro e larghi cinquanta centimetri. Il presidente Mattarella, in una sua dichiarazione ha osato accomunare i migranti italiani delle miniere belghe ai migranti che cercano rifugio o fortuna in Italia.

E no, caro Presidente, adesso si sbaglia di grosso. I nostri concittadini italiani che cercavano fortuna in Belgio e lavoravano per più di 13, 14 ore nelle miniere di carbone, stipati in tunnel sotterranei come topi, non chiedevano nulla, non si permettevano di mettere a ferro e fuoco luoghi pubblici e città. Era gente a cui veniva vietato l’ingresso in luoghi pubblici, dormiva in baracche in legno con blatte e veniva invasa dai più sporchi animali.
Anche il Presidente della Camera, Laura Boldrini ha osato creare una sorta di similitudine tra i morti di Marcinelle e i migranti italiani, con i profughi africani, e non, che cercano fortuna in Europa e in Italia. Laura Boldrini non si lascia scappare questa utile opportunità per stare in silenzio ed evitare quel becero e stupido buonismo da quattro soldi. Gli italiani emigrati in Belgio sono un onore per la nostra terra e per l’Europa intera, hanno reso grande il Belgio e reso onore alla nostra nazione. I migranti di oggi, a differenza, sono un peso sociale, zecche asfissianti per il nostro paese e per la nostra gente. Cellulari, connessione internet, hotel, pranzo, colazione e cena, ai nostri migranti non gliela passava nessuno.
Onore ai nostri concittadini, evviva loro e le loro famiglie.

 

William Grandonico.

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