La morale sulla sparatoria tra rom a Bergamo.

di Antonio De Vita.

Il pomeriggio dell’8 agosto, intorno alle 14:30, si è consumata a Trescore Balneario (provincia di Bergamo) un regolamento di conti fra due bande di rom.

10 persone a bordo di sei mezzi, tra i quali due Hummer e un’Alfa Romeo di grossa cilindrata, hanno dato vita ad una fitta sparatoria su Piazzale Pertini, di fronte l’ufficio postale.

“Sembrava una scena da film, 10 colpi sparati, c’erano persone con spranghe e bastoni” hanno riferito dei testimoni dopo il fuggi fuggi generale.

Un 36 enne rimasto ferito è stato trasportato all’ospedale di Seriato, ma non presenta condizioni critiche.

Tutto ciò mi sembra alquanto esilarante e allo stesso tempo triste.

Due Hummer e un’Alfa Romeo, e altre tre macchine più piccole. Il solito discorso: ma come fanno ad acquistarle? Sorge spontanea la risposta, le hanno rubate. Ma poi ti targano come razzista perché parti prevenuto.

Con tutta la sincerità di cui dispongo l’unico lavoro visto fare ai rom è pulire i vetri delle auto ai semafori, o sempre ai semafori fingere di essere disabili sporgendosi col tipico bicchierino o cappellino per estorcerti soldi. Perché anche se glieli dai in maniera spontanea è come se te li avesse tolti, d’altronde tu lavori, lui bighelloneggia. O ruba.

Poi un’altra cosa stupefacente è come ci si prodighi a punire chi vende accendini fascisti, e poi non si riesce a trovare e PUNIRE 10 zingari, autori di una pericolosissima sparatoria in un centro abitato.

L’italia versa in condizioni poco dignitose, ma la giustizia italiana è un fallimento quotidiano, non è verosimile permettere tali aggressioni alla quiete e sicurezza pubblica senza apportare ai criminali rei del fatto alcuna procedura penale.

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *