Esami di terza media: dal 2018 saranno più facili (di quanto non lo siano già).

di Antonio De Vita.

Si è parlato molto negli ultimi tempi sul futuro della prova invalsi negli esami scolastici.

Sono uscito quest’anno dalle scuole medie, e ho constatato personalmente come le prove nazionali siano alla portata di qualsiasi studente, ammesso che studi ovviamente. Nella mia classe coloro che meritavano matematicamente la bocciatura, in quanto la media dei voti non raggiungeva il sei, erano più di uno. Nonostante l’ignoranza e il disinteresse sono stati promossi.

Già questo dimostra quanto sia valida e solida l’istruzione italiana.

Ma tralasciando il fatto che tutti gli studenti, a prescindere dai voti scolastici e dalla condotta, vengano tassativamente e rigorosamente promossi volevo soffermarmi sul fatto che gli Esami di Stato siano già abbastanza agevolati e brevi.

La prova scritta di italiano gode di una durata infinita, ricordo che durante il mio esame dopo circa due ore l’aula era deserta, rimanevamo in due o tre. Insomma riassumendo il tutto si può dire che una prova di quattro ore metta al sicuro gli animi di tutti gli studenti. La prova di matematica gode anch’essa di molto tempo, tre ore. Anche lì, a metà prova erano tutti usciti.

La prova di inglese e di francese permetteva di lavorare in totale tranquillità, per la prova di inglese ho impiegato venti minuti solo per scegliere se fare la lettera o la comprensione del testo. E mi è avanzato tempo, figuratevi un po’.

Le invalsi, odiate da tutti peraltro, sono state le più gentili. Sapevi tutto ciò che dovevi sapere, il tempo era sufficiente e le domande erano tutte attinenti al programma, nulla di impossibile. L’orale troppo breve, si studia un anno intero per parlare non più di venti minuti, comprese le interruzioni.

Concludo col dire che l’esame antecedente a questo che verrà attuato è stato fin troppo cauto, certo è stato stressante, ma lo trovo normale. Non a caso si chiama esame, vengono esaminate le tue conoscenze.

Insomma questi esami 2018 con sole tre prove scritte, addirittura le lingue straniere riassunte in un unico compito.
L’unica prova che permetteva realmente di mettere allo prova se stessi, mi riferisco all’invalsi, è stata cancellata, senza nemmeno un tipico rimpiazzo all’italiana.

Devo dire che questi provvedimenti istituzionali per l’istruzione hanno una compatibilità familiare e assoluta alla conoscenza culturale dell’attuale ministro dell’istruzione.

A poco a poco gli Esami di Stato cambieranno nome, e gli studenti sempre meno consapevoli della necessaria utilità della cultura, saranno ben felici di chiamarli “verifica, come tutte le altre verifiche, dell’ultimo giorno di scuola”.

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