Ius Soli e accoglienza per l’Italia ma niente clochard per il Vaticano: la logica di Bergoglio.

di Manuel Di Pasquale.

Capita da sempre che il Papa dispensi consigli a tutti, dagli operai ai politici.

Francesco I, però, appare un politico a tutti gli effetti, arrivando a pressare il nostro governo sull’approvazione dello Ius Soli.

Da buon politico, quindi, dimostra tutto il suo repertorio contraddittorio: dice agli altri di accogliere, di elargire cittadinanza a tutti, quando il suo Vaticano si guarda bene da queste manovre.

In una sola settimana si sono viste due perle ridicole: la prima, come scritto sopra, riguarda la pressione che il pontefice sta mettendo a Gentiloni per far approvare lo Ius Soli, cercando d’imporre il voto di fiducia all’esecutivo per far passare il disegno di legge, mentre la seconda concerne la cacciata dei clochard da Piazza San Pietro.

Esatto, quel Papa che vuole apparire no border, che predica agli altri l’accoglienza estrema, è il primo a fare l’opposto nel suo Stato. Per chi non lo sapesse, il Papa è anche monarca assoluto dello Stato della Chiesa, unico assolutismo rimasto nel mondo occidentale.

Quindi, con la scusa dell’ordine pubblico e del decoro, ha mostrato che lui può dare consigli, andando contro statisti e presidenti, ma nel mentre il pontefice può fare quel che vuole, visto che è più impegnato nel cercare consensi tra i non-cattolici che apparire una guida spirituale romana.

Tutto questo, infine, non può che riportarci alla mente le parole di Benedetto XVI, il Papa che diceva che prima del diritto ad emigrare dovrebbe esistere il diritto a non emigrare, cioè a costruire un futuro dignitoso direttamente nei propri paesi di nascita.

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