Atreju17. Le parole del Dip. Tutela Vittime della Violenza.

ATREJU 2017, Carola Profeta (Dip. Tutela Vittime della Violenza)  ci porta la sua testimonianza.

“Atreju, è il protagonista del romanzo “La storia infinita” di Michael Ende. Appartiene al popolo dei pelleverde, vive in una tenda, ha carnagione olivastra, occhi scuri che vedono fino all’orizzonte. Il suo nome, nella lingua della sua gente, significa “Figlio di Tutti” e allude al fatto che Atreju è orfano ed è stato allevato dall’intera tribù; Ha un carattere fiero, ma non orgoglioso; dimostra grande coraggio, tenacia e generosità. Amico fedele, che dà buoni consigli e che sa sempre cosa fare.
Sulla scia del romanzo fantasy, dal 1998 Atreju diventa nel cuore di Roma uno slogan di protagonismo generazionale, festa nazionale di una giovane generazione. Come il protagonista de “La Storia Infinita”, anche l’evento che porta il suo nome vuole incarnare l’esempio di un giovane impegnato nel confronto quotidiano contro le forze del Nulla, contro un nemico che logora la fantasia della gioventù, ne consuma le energie, la spoglia di valori ed ideali, sino ad appiattirne le esistenze. Atreju, divenuta nel corso degli anni la più importante manifestazione giovanile d’Italia, è ormai anche l’appuntamento di fine estate che apre di fatto la stagione politica nazionale”

 

Ed è da Atreju, dove sono stata questo ultimo week end, che il Dipartimento tutela Vittime della provincia di Pescara espone cosa ha portato a termine con fatti concreti e storie reali in questi ultimi mesi: ha messo a disposizione una “task force” di professionisti, tra cui un avvocato, un commercialista, un notaio, uno psicologo, e ultimamente anche la collaborazione con l’associazione Noi per la Famiglia per affrontare concretamente casi umani difficili e abbandonati dalle istituzioni. Il caso della famiglia Di Pietro, conosciuta attraverso un loro disperato appello, pubblicato sul “Il Centro”, a marzo scorso, dove stavano vivendo una condizione assurda, madre, padre e tre bambini, di cui uno disabile, con una montagna di problemi e situazioni ingarbugliatissime che grazie al nostro ottimo avvocato dott. Danilo Colavincenzo del Dipartimento abbiamo cominciato ad affrontare e poco alla volta a risolvere. Nel dicembre dell’anno scorso ha avuto un caso di “richiesta di cittadinanza” di un ragazzo albanese di 20 anni, nato e cresciuto in Italia, trasferito da una casa famiglia all’altra.  In una di queste ho avuto la fortuna di conoscerlo, poiché facevo volontariato, e spesso lui veniva temporaneamente, per i week end o le feste accolto in casa nostra. Un’esperienza meravigliosa che ci ha portato ad instaurare un rapporto affettuoso e duraturo nel tempo. La legge sulla cittadinanza prevede che al compimento del 18* anno, puoi farne richiesta al tuo comune di residenza, ma al tempo, né la casa famiglia, ne il comune di residenza s’impegnarono seriamente ad aprire la pratica, ed ecco che ci siamo trovati dopo 2 anni a studiarci la legge ed affrontare la solita burocrazia farraginosa, che non è data dalla legge in sé, che è giusta, ma come al solito in Italia, dall’applicazione della legge. Romario, questo è il suo nome, lunedì scorso, dopo lunghi mesi di indagini e acquisizione delle prove della sua nascita e permanenza in Italia, accompagnato dalla sua famiglia e da me, davanti al Sindaco di Pratola Peligna e al dirigente dell’ufficio anagrafe ha firmato la tanto attesa CITTADINANZA. E’ stato un momento molto emozionante. Segno che noi non siamo né razzisti né xenofobi, siamo solo per l’accoglienza di chi rispetta le regole e di chi si sente veramente italiano. Il Dipartimento si è anche occupato di Gender, nelle scuole della provincia di Pescara, purtroppo, abbiamo avuto moltissime segnalazioni di progetti gender nelle scuole di ogni ordine e grado, da quella materna alle superiori. Ribadiamo fortemente il nostro contrasto a questa ideologia che propone identità sessuali molteplici e vuole inculcare nella testa del bambino fino ad arrivare all’adolescente, l’ideologia dell’autodeterminazione dell’orientamento sessuale che è contraria a tutti i principi morali, educativi, scientifici, psichiatrici, deontologici, religiosi, politici e LEGISLATIVI. Lasciate stare i bambini e i ragazzi!!!  Noi crediamo fermamente nel fatto che esistono solo due sessi: il MASCHIO E LA FEMMINA, e non sono messi in discussione. L’educazione sessuale intesa come principio che tu puoi scegliere ciò che desideri essere e non ciò che sei determinato alla nascita, è vietata dalla legge. E noi su questi temi continueremo a fare da sentinelle. Solo alla famiglia spetta l’educazione su determinati argomenti, e non lo dice Fratelli D’Italia, lo dice la carta dei DIRITTI dell’UOMO. I docenti e i dirigenti scolastici sono avvisati. E infine il Dipartimento ha consegnato ad Atreju una targa a Fabiola Bacci, mamma di Jennifer Sterlecchini, uccisa dall’ex fidanzato il 2 dicembre scorso a Pescara, per il suo coraggio e la sua determinazione. La famiglia  si sta attivando in maniera capillare ed estremamente efficace, insieme a noi, ma anche ad altri partiti, (anche di sinistra), associazioni, cittadini semplici, rappresentati delle istituzioni cittadine, regionali e nazionali, onorevoli e senatori, alla raccolta firme per la petizione popolare per una proposta di legge che elimina il rito abbreviato per i crimini violenti, una proposta di legge della Lega Nord “ N. 4376 del 21 marzo 2017”,  già approvata alla camera nel 2015, ma che inspiegabilmente ( inspiegabilmente non tanto, sappiamo che la cultura della sinistra dà l’impressione di volersi sempre porre a difesa di chi commette un crimine piuttosto che alla tutela della vittima o della famiglia della vittima, basti pensare a tutti i reati che sono stati depenalizzati, compreso ad esempio masturbarsi in pubblico) non è mai stata discussa al Senato. Fino ad oggi sono state raccolte circa 15 mila firme. Ma ci sono banchetti e cittadini che si stanno adoperando in tutta Italia. Prossimamente a Pescara ci saranno due manifestazioni molto importati di cui a breve vi daremo nota. Posso dire anche che mi sono fatta portavoce di alcuni nonni che hanno in affidamento i figli di altre vittime di crimini violenti, che affrontano ogni giorno moltissime difficoltà, affinché la LEGGE DDL S. 2719 “modifiche al codice civile e penale e altre disposizioni in favore degli orfani di crimini domestici “possa essere approvata in tempi brevi al Senato. La proposta di legge del PD (votata comunque all’unanimità alla camera) discriminava la parola omicidi da femminicidi. In sostanza si chiedeva che tutti i bambini che vivono un’esperienza del genere fossero tutelati, non soltanto quelli legati a casi di omicidi verso le donne. Ad Atreju parlando con alcuni senatori ho avuto conferma che la legge è stata modificata ed è pronta per essere approvata. Sono stata molto contenta di aver potuto dare in diretta la bella notizia ai nonni stupendi che avevo conosciuto la mattina stessa a Roma.

A me piace parlare di politica quando ho fatti concreti da raccontare.

 

 

CAROLA PROFETA

REFENTE PROVINCIA DI PESCARA

DIPARTIMENTO TUTELA VITTIME

FRATELLI D’ITALIA – ALLEANZA NAZIONALE

 

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