G7. Torino si barrica. Manifestanti in piazza

Di William Grandonico, G7, Torino serrata.

Come spesso accade in situazioni del genere, il “compagnuccio” medio non esita a scendere in piazza. Sono abitudini frequenti tra centri sociali e anarchici, quelle di scendere per le strade della città al grido di libertà e “ACAB”, un po’ come gli ultras inglesi che distruggevano stadi e metropolitane senza un valido motivo.

Oggi, la città di Torino, patrimonio dell’umanità (UNESCO). Simbolo della bellezza italiana, prima capitale del Regno d’Italia e storica sede delle residenze sabaude, è completamente serrata. La città è chiusa da cordoni di agenti antisommossa e schiere di agenti, pronti a intervenire per rendere possibile lo svolgimento del summit mondiale. A Torino, in questi giorni, si svolge il G7. Importante incontro politico, tra i vari paesi più importanti e influenti al mondo, in particolare si parla dell’Ict e dell’industria. L’incontro, presieduto dal Ministro Carlo Calenda e Poletti per il summit sul lavoro ha ritmi serrati e vede esponenti politici e non da tutti i paesi membri del G7.

Intanto, nelle strade della città, cortei di studenti, No Global e centri sociali, si riuniscono per dire NO a queste politiche di globalismo e alle multinazionali, come possiamo vedere dall’intervento simbolico contro un Carrefour, chiuso da scotch e manifesti anti-multinazionali.

“Noi giganti, voi sette nani”: si apre con questo striscione il corteo degli studenti. La manifestazione è partita intorno alle 10 dalla stazione di Porta Susa. “Della vostra zona rossa non me ne frega niente”. “Voi nelle regge, noi nelle piazze”, “Torino è la mia città, voi ministri che ci state a fà?”, sono alcuni dei cartelli esposti dagli studenti. Slogan in particolare contro il ministro Poletti, che proprio oggi presiede alla Reggia di Venaria il summit sul lavoro, ultimo appuntamento della Innovation Week Italian.

Intanto tra le strade di Torino, un giovane minorenne viene fermato dagli agenti e portato in commissariato. Oggi, giorno feriale, gli studenti preferiscono seguire la massa, senza sapere che queste idee non li porteranno da nessuna parte, se non nei commissariati della città.

 

Foto- TGCOM24
Fonte- Ansa.it

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