Referendum Nord. Non spingiamoci oltre il limite

Referendum del Nord. Nulla da chiarire, la destra è sempre stata questa.
 Di William Grandonico

Si parla tanto di referendum del Nord, ovvero per l’autonomia di Lombardia e Veneto, le due regioni guidate dalla Lega Nord e sulla carta le più ricche d’Italia, tra quelle a statuto ordinario. La Lombardia con un residuo fiscale di 53 miliardi di euro e il Veneto con 18 vorrebbero evitare di redistribuire la loro ricchezza per il resto d’Italia e investire sulla regione. Sappiamo tutti che non saranno quelle le cifre, ma che per i cittadini sono comunque importanti, sia in termini di servizi pubblici migliorati e sia per un briciolo di egoismo, chiamiamolo così.

In questi giorni si parla molto del problema sorto tra la leader di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, Giorgia Meloni e il leader della Lega Nord, Matteo Salvini. Anche il presidente della regione Lombardia, Maroni, si sente toccato dalle parole della Meloni e mette addirittura in discussione la compattezza dell’alleanza politica tra i due partiti. Lo sappiamo, tra i due partiti, in merito agli ideali dell’unità nazionale, non si è sempre andati sulla stessa strada, ed è in questo momento che si notano i primi screzi.

Questa mattina, Giorgia Meloni, in un editoriale pubblicato con “IlTempoWeb” chiarisce la sua posizioni

in merito alle vecchie esternazioni e rimarca l’idea nazionalista del partito e ricorda, al termine dell’editoriale: “Nulla di nuovo sotto il cielo d’Italia: eravamo, siamo e saremo sempre dei patrioti.”

 

Evitare di seguire lo spirito indipendentista o quello delle piccole patrie, ecco perché la Meloni ha ripreso le redini del partito, troppo preso dalle campagne e elettorali in Veneto e Lombardia che stava quasi dimenticando la propria collocazione politica e idealista. Un gesto di indubbia maturità, degno di un leader serio e responsabile. Molti giornali, la chiamano addirittura rottura quella tra Lega e Fdi-AN, ma dimenticano che la destra italiana ha sempre perseguito questa linea politica. Non vi sono dubbi sullo spirito delle nostre politiche. Valorizzare le autonomie locali, senza dubbio, ma bisogna difendere l’integrità della nazione, evitare idee di strani indipendentismi e secessionismi vari. Lavorare come unici e indivisibili, di questo ha bisogno l’Italia e hanno bisogno le regioni del nord.

L’unità nazionale non è solo uno slogan, è quello per cui lottiamo tutti i giorni, siamo nazionalisti e patrioti, non lasceremo la possibilità a nessuno di distruggere questo forte cordone che ci unisce dal 1911.

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