Il punto della situazione – i colpi del mondialismo

di Sergio Saraceni.

L’Italia, o meglio l’Europa, stanno cadendo agonizzanti sotto i colpi del mondialismo.

I giovani europei vengono traviati da pensieri di “modernizzazione” che inducono solamente al compimento dei più bassi e perversi sfoghi sessuali e psicologici sin dalla più tenera età.

Gli odierni adulti sono anestetizzati da stili di vita comodi che ripudiano anche il più misero uso della mente, ormai ogni generazione è succube della tecnologia che pensa e agisce al posto delle persone, tutti i governanti sono i più lontani rappresentanti delle loro ideologie, uomini e donne scelti a tavolino per essersi contraddistinti nel minor modo possibile nelle loro passate militanze politiche, così da essere perfetti per non rappresentare e propagandare idee o stili di vita diversi da quelli odierni, che sarebbero contestati da qualsiasi formazione politica del passato.

L’unico problema che assale le menti di ogni cittadino, da Roma a Washington è quello dell’apparire. Il sopravvivere ormai è solo il ricordo di un problema del passato, infatti oggi nella società mondialista quasi nessuno, a meno che non lo si voglia, soffre di fame sete o freddo, anzi addirittura oggi anche le persone con le più evidenti ristrettezze economiche possono permettersi oggetti dal costo sorprendentemente elevato, il sistema non può lasciare indietro nessuno dei suoi figli, ad oggi tutti possono sembrare tutto ed avere tutto però quasi nessuno sa essere.

Solo un ristretto numero di persone ad oggi sa ancora dimostrare di non avere bisogno di avere, o meglio il loro avere è sottomesso al loro essere quindi non sono più gli oggetti che usano l’uomo ma è l’uomo che usa gli oggetti per i suoi scopi, cosa impensabile ormai per gli uomini moderni.

Questo esiguo numero di persone è impopolare agli occhi dei cittadini “normali” in quanto il cittadino normale scalpita e si scompiglia per far sapere ai suoi simili che ha un’opinione personale, anche se di personale c’è ben poco visto che sono al massimo scopiazzature di parole e slogan comunque preparate dal sistema e presentate da gente che dice di essere ribelle ad esso ma in realtà sono i primi mantenuti.

Invece questi pochi diversi cosiddetti “Impopolari” non amano mostrare le loro opinioni, preferiscono metterle in pratica agendo e cercando di farle capire anche ai cittadini più “normali” (che nonostante vantino la dote di avere grandi aperture antidogmatiche verso tutto e tutti, si riducono molto banalmente ad essere chiusi o meglio a non voler capire il motivo per cui gli “Impopolari” agiscano).

L’agire di questi “Impopolari” è svolto in modo sorprendente o con dichiarazioni piene di un antico marmoreo significato che genera indipendenza mentale che però, non essendo gradite dal sistema, vengono modificate il poco che basta per essere rese altisonanti minacce allo stile di vita di tutti i comuni cittadini,rendendo così questi volenterosi “impopolari” sgraditi o peggio malvisti dal popolo.

L’essere sgraditi non interessa e non genera problemi psicologici a questi uomini che non sentono di essere in torto, anzi comprendono il motivo per cui sono malvisti, per cui non provano risentimenti verso i loro connazionali, anzi, proseguono il loro cammino indipendente, senza cambiamenti o aperture a stili di vita o idee diverse dalla loro.

Queste persone sembrerebbero “figli di un tempo passato” uomini e donne che sanno distinguersi chiaramente anche in mezzo alle masse di cittadini in movimento, a volte riportano alla luce antiche letture di ormai nebuloso ricordo e complicate parole dalle tematiche che predicono e mettono in guardia sulla pericolosità della normalità moderna praticata dai cittadini comuni.

È incomprensibile come a queste impopolari persone possa ancora interessare e anzi piacere la contemplazione di un albero come di una colonna di marmo anche se entrambe ormai usurate.

In un mondo dove si può ottenere tutto, ci sono degli uomini che non vogliono niente perché sentono di avere già tutto il necessario anche se non posseggono nulla di materiale, il loro necessario si bassa sul loro pensiero immateriale quindi inesistente per gli uomini moderni, ma allo stesso tempo di inestimabile valore, in quanto in un mondo di omologazione dove la massima aspirazione è il pensare di avere un pensiero o l’avere un oggetto di elevato valore economico che altre persone non possono avere, una persona diversificata che non pensa di avere perché essa realmente ha un pensiero in quanto se lo è creato autonomamente con solide basi culturali e spirituali e disciplinarmente lotta ogni giorno anche nelle più piccole azioni quotidiane,ha il più grande ed importante oggetto esistente al mondo anche se immateriale.

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