4 Novembre: qualcosa di più nella storia Italiana

DI VANESSA COMBATTELLI

4 Novembre: una pagina della storia Italiana

«La guerra contro l’Austria-Ungheria che l’Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta. […] I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo, risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza»
Fu con questo bollettino che il generale Armando Diaz comunicò la vittoria e la conclusione della Prima Guerra Mondiale ed è per la stessa ragione se noi oggi siamo in piazza a festeggiare, cantando il nostro inno di Mameli rivendicando quest ricorrenza che celebra l’unità nazionale e le forze armate.
Difatti fu al termine della prima guerra mondiale, per alcuni storici considerata anche la quarta guerra di indipendenza, che riuscimmo ad ottenere l’annessione di Trento e Trieste, una vittoria che però da molti nazionalisti (tra cui spiccava la figura celebre del poeta-soldato Gabriele D’Annunzio che coniò il termine) venne definita “vittoria mutilata” poiché le nazioni della Triplice Intesa decisero di non concedere all’Italia tutti i territori promessi, tra cui la Dalmazia.
In ogni caso la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate va riconosciuta anche per essere l’unica festa nazionale che ha attraversato decenni di storia italiana: dall’età liberale, al fascismo, all’Italia Repubblicana.
Ebbe una modifica poco tempo dopo la Marcia su Roma, venne infatti chiamata Anniversario della Vittoria che voleva evidentemente elogiare la potenza militare dell’Italia e riprese il suo significato attuale al termine della seconda guerra mondiale.

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Il 4 novembre però, sebbene un giorno di grande importanza e rilevanza per noi italiani, è ricordato con meno intensità e senso di patriottismo rispetto ad una volta, sono pochi i ragazzi che sanno davvero cosa stanno celebrando oggi, storicamente potremo attribuire la colpa ai moti da parte di gruppi di estrema sinistra (in particolare coloro appartenenti al “cattolicesimo dissidente) che diedero via a diverse contestazioni per chiedere il riconoscimento del diritto all’ob

iezione di coscienza, di conseguenza succedeva spesso che dei contestatori venivano perseguiti per l’offesa all’onore e al prestigio delle forze armate.
Noi, da parte nostra, non possiamo non unirci alle manifestazioni che elogiano una grande pagina della storia italiana.
Viva l’unità nazionale, viva le forze armate e viva l’Italia.

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