4 novembre: Essere Nazione

di Andriy E. Galtieri.

Ieri era il 4 novembre: Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.

Cosa dobbiamo ricordare, oltre alla Vittoria sul ‘torvo impero’ austroungarico?

Si deve ricordare l’imponente dispiegamento di intere generazioni che combatterono fianco a fianco per tre lunghissimi anni. Non volerli ricordare è – forse – il delitto più grave che si possa compiere, come anche vanificare il loro sacrificio, cercando di distruggere una Nazione che lì si rese evidente, sulle pietraie del Carso, sulle rive del Piave – diventato rosso, in alcuni momenti – o a Vittorio Veneto ed anche a Caporetto. Sì, bisogna ricordare anche Caporetto, perché fu da quel momento che risalì l’odio positivo anti-austroungarico di molti – che patirono l’occupazione straniera – che permise di abbattere quel vecchio sistema, il quale ignorava le pulsioni nazionali interne.

Fu da Caporetto che tutt’Italia si rigenerò e cercò un riscatto d’onore: dalle donne che presero il posto dei mariti, partiti al fronte, nelle fabbriche alla Classe del ‘99 e si ebbe una coscienza non più di solo popolo, bensì di essere Nazione.

Quindi ricordiamoci di essere sempre, ovunque e prima di tutto: Italiani.

Anche per loro – anche per i ragazzi morti durante gli assalti, per gli Arditi, per i futuristi battaglieri e per gli Eroi della Marina Militare e dell’Aeronautica, tutti quanti caduti per la Patria.

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