Perché MDP rappresenta la “vera” sinistra (dei radical chic)

di Manuel Di Pasquale.

Un paio di settimane fa ho iniziato la stesura di un libro sui sessantottini, in cui espongo le mie opinioni su quello che è l’andazzo da 50 anni a questa parte a causa di questi pseudo-rivoluzionari.

Questo incipit serve per dire che MDP – Articolo 1 rappresenta a dovere quei rimasugli di quei gruppi di protesta: “proletari” (chiamiamoli così) prestati alla politica, anzi, alla presa delle poltrone.

Questo partito è nato con l’intento di ricreare un vero polo di sinistra. Questo, in teoria, dovrebbe essere il motivo. I nostri occhi, invece, ci permettono di vedere una realtà diversa: MDP ha ai vertici gente come D’Alema e Bersani, quelli che simbolizzano il vecchio spazzato via dalla nuova dirigenza PD.

Le attuali vicissitudini politiche ci hanno indotto a ragionare su partiti padronali o, detto in maniera diversa, partiti capeggiati dal volto più caratteristico: Renzi per il PD, Grillo per il M5S, Salvini per la Lega e Berlusconi per FI. Andando ad analizzare, però, segretari come Renzi o Salvini sono stati eletti tramite primarie, mentre Grillo e Berlusconi sono lì come garanti perché fondatori di quei movimenti.

Orbene, perché D’Alema e Bersani hanno scelto di dar vita a questo nuovo progetto? PD e Lega, seppur di due mondi diversi, hanno avvertito la necessità di spazzare via il vecchio per fare largo al nuovo. E chi si è occupato di queste operazioni? I nuovi segretari, coloro che sono i volti di spicco dei due partiti.

Così come Bossi per la Lega, D’Alema e Bersani si sono sentiti messi all’angolo dal nuovo direttivo. Con l’ultimo scatto, però, i due hanno deciso di continuare la tradizione sessantottina: una poltrona è per sempre.

Quindi, messi alla porta dal PD, qual è l’occasione per continuare a sedere tra i banchi parlamentari? Fondare un nuovo partito, dicendo di richiamarsi alla sinistra tradizionale.

Quale? Quella che potremmo definire “radical chic”, dei salotti, quella più lontana dalla classe operaia, che il proletariato l’ha visto solo in qualche documentario. E, in effetti, la nuova legge elettorale calza a pennello: la soglia di sbarramento è fissata al 3%, MDP nei sondaggi riscuote il 3,2% dei consensi.

Ovviamente, per affinità, non poteva mancare la coalizione con Sinistra Italiana (erede legittimo di SEL) e Possibile. Tutta gente che sfoggia la bandiera dell’antifascismo in un’epoca senza fascismo. Vi è una similitudine ironica che è perfetta per descrivere questo nuovo polo: “La sinistra in Italia è come uno scaldabagno: tolta la resistenza rimane solo il bidone”.

Perciò, ecco la nuova sinistra: quella composta da chi dichiara di essere vicino ai lavoratori ma in passato ha liberalizzato tutto (i tre decreti Bersani ne sono la prova), dando totale sfogo al completo liberismo.

Enrico Rossi (MDP) che critica il “neoliberismo”…

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